domenica 25 novembre 2012

Ruotando Ruotando Show 2012

La fiera é stata uno spettacolo!! Old Boys Ruffio & Cesena Bikers ringraziano di cuore tutti/e coloro che hanno contribuito attivamente alla sua riuscita: organizzando la cosa; allestendo/disallestendo lo stand; presenziando durante le due giornate; fornendo o reperendo il materiale necessario; mettendo a disposizione le moto e/o il proprio tempo, le proprie competenze ecc, ecc.. É grazie a tutti/e Noi, amici ed amiche che, due gruppi come i nostri riescono in queste "piccole-grandi" iniziative! Quanto abbiamo fatto, partecipando al Ruotando-Ruotando Show 2012 é l'ennesima dimostrazione dell'amicizia e della passione che ci legano!!

martedì 13 novembre 2012

Wes Cooley & Suzuki GS 1000: quando gli uomini erano veri uomini e le motociclette erano vere motociclette..











Wester Steven Cooley, nato a Los Angeles nel 1956, meglio conosciuto come Wes, ha vinto l’AMA Superbike nel 1979 e nel 1980 su Suzuki Yoshimura GS 1000 S. Il suo numero 34 è un precedente storico del successivo e forse più noto Kevin Schwan z. Nel 1985 Cooley ha rischiato la vita in un incidente a Sears Point Raceway riuscendo poi a tornare alle corse ma senza riprendere mai più la sua forma. Nel 2004 è stato iscritto nell’AMA Motorcycle Hall of Fame.
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Johnny Cecotto & Yamaha OW031















In questa bellissima fotografia vediamo in azione Johnny Cecotto "la freccia di Caracas" in sella alla Yamaha OW031. Cecotto fu uno dei "fantastici cinque" insieme a Steve Baker, Hideo Kanaya, Kenny Roberts e Giacomo Agostini ad avere il privilegio di poter portare in gara la fantastica 750 ufficiale della Casa di Iwata. La tre quarti di litro con i fregi dei diapason, fu considerata la moto più veloce mai prodotta sino a quel momento e con il "dream team" dei cinque piloti a cui venne affidata ottenne un numero impressionante di vittorie.

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lunedì 12 novembre 2012

Siediti e prega!

"Siediti e prega!". Queste erano le parole con cui , Graeme Crosby, descriveva il comportamento dinamico della Kawasaki Z1B (preparata dalla Moriwaki) con la quale prese parte al Campionato inglese TTF1 nel 1979. In quell'anno il fuoriclasse neozelandese, sbarcò in Europa in cerca di fortuna e prese parte al massimo campionato per le maxi-moto a quattro tempi, in sella a questa motocicletta, preparata secondo i dettami del regolamento della neonata AMA Superbike, ma dai canoni assolutamente sconosciuti nelle competizioni europee. La moto, con i suoi 125 cavalli alla ruota, era potente ma manteneva pressoché intatta la ciclistica del modello di serie: solo qualche "fazzoletto" di irrigidimento differenziava il suo telaio da quello stock. Essa inoltre manteneva l'impianto frenante di serie!!! Quello che in Inghilterra però colpì maggiormente fu l'assenza di una carenatura integrale e il fatto che la moto avesse un manubrio largo (quasi di derivazione crossistica) al posto dei semi-manubri. Quando Crosby prese il via della prima gara del Campionato inglese TTF1 del 1979 chiese ai marshall: "In questo tracciato si gira in senso orario o antiorario? E soprattutto qual'è il record della pista?". In molti giudicarono il giovane pilota venuto dall'altra parte del mondo come un presuntuoso che sarebbe stato immediatamente ridimensionato ma.. i fatti misero in evidenza il grandissimo talento di Graeme! Al suo debutto nella massima formula europea per le motociclette a quattro tempi ottenne un fantastico secondo posto! Condusse la gara per un gran numero di tornate dovendo cedere la testa della corsa a Ron Haslam (ed alla sua Honda ufficiale) solamente nel finale,  in quanto venne tradito dai freni. L'impianto frenante fu infatti il tallone d'Achille di questa moto per tutta la durata del Campionato. Crosby però sembrò non curarsene più di tanto e con maestria portò questa "moto difficile" costantemente al limite: derapate in stile rodeo e impennate chilometriche erano all'ordine del giorno. Croz in breve divenne l'idolo di tutto il pubblico britannico: lui e la sua improbabile Kawasaki erano il piccolo Davide, mentre il "dream Team" Honda era il grande e potente Golia. Le sue peripezie gli valsero il secondo posto nel Campionato, alle spalle del solo Haslam, ma davanti al resto dello squadrone Honda con moto ufficiali, composto anche da Alex George e Mick Grant! Crosby impressionò talmente tanto gli addetti ai lavori e, fece parlare talmente di se che, per il 1980 la Suzuki gli offrì un munifico contratto per correre con le sue moto ufficiali a due e quattro tempi!

sabato 10 novembre 2012

Max Biaggi: l'addio del campione!



































Quello che ormai tutti avevano intuito si è avverato: Max Biaggi si è ritirato. L’ha annunciato nella conferenza stampa tenutasi Vallellunga, la pista di casa del campione romano e quella dove la carriera del Corsaro ha avuto inizio per ben “due volte” ossia nel 1989 come esordiente e, nel 2007, quando è passato dai GP alla Superbike dove ha trovato nuova fortuna. Il pilota sei volte iridato, ha parlato con voce commossa ed ha confermato il suo ritiro come pilota dalle competizioni. Il mondo delle corse lo attira sempre e a breve Max potrebbe rientrare come team manager, magari di una squadra Aprilia (con cui sa trattando). Intanto Biaggi ha dato a tutti appuntamento per la sua ultima gara, che sarà in Supermoto, nella corsa organizzata a Latina il 2 dicembre in ricordo di Marco Simoncelli. Ecco quanto dichiarato da Max: “È stata la notte più lunga, ma io sono contento di lasciare adesso. Non voglio essere come i politici attaccati alla poltrona. Ci ho pensato molto, mi son detto continuo 1 o 2 anni o mi fermo? E ho deciso di lasciare ora. La famiglia ha contato nella mia decisione. È venuto anche il momento di dedicare un po’ di tempo alla mia famiglia. Ma oggi non voglio che sia un giorno triste. Al contrario di Doohan, io smetto perché voglio smettere e non perché non ero competitivo. Ho scritto pagine importanti della storia delle moto. Avevo un contratto, volendo, ma lascio senza rimpianti. Anzi ringrazio tutti quelli che mi hanno accompagnato in questi 20 anni. È stata comunque una scelta molto difficile ma non forzata da nessuno, oggi lascio in piedi sulle mie gambe, altri hanno avuto gravi infortuni. Non pensavo, comunque, di avere il coraggio di dire basta. Non c'erano altri problemi, di tipo economico o organizzativo, ma solo la volontà di prendere una decisione. L'Aprilia è stata un'importante compagna di viaggio con cui abbiamo scritto pagine significative della storia del motociclismo. È stato un vero amore in tutti i suoi aspetti: ci siamo lasciati, abbiamo litigato, ci siamo ritrovati... E per questo mi fa piacere lasciare da Campione del Mondo con loro. Essere scaricato dalla Honda in MotoGP nel 2005 e poi essere riuscito a vincere due titoli in Superbike è stata la migliore risposta che avrei potuto dare. È difficile per me ripercorrere la mia carriera oggi, mentre sto realizzando che inizia una nuova fase della mia vita Sto pensando a una collaborazione con l’Aprilia fuori dalle corse, presto avrete notizie in merito". Ora che Max Biaggi ha annunciato ufficialmente il proprio ritiro dalle competizioni è il momento di soffermarci sulla sua grandezza di pilota di moto, a prescindere dalle antipatie, dalle incompatibilità caratteriali, dalle rivalità di campanile. A 41 anni, Biaggi raggiunge il suo 6° Mondiale. A questo punto Max opta per il ritiro, un addio di gran classe, da re della categoria e da indiscusso protagonista delle scene mondiali del motociclismo di sempre. Questa è la carriera di Max Biaggi pilota, 22 anni che hanno scritto il nome del corsaro romano negli annali dello sport, con vittorie e titoli. Il resto riguarda il Max Biaggi uomo, che a molti non piace. Ma sinceramente oggi questo ci interessa poco.


GLI ESORDI E LE PICCOLE CILINDRATE:

Max con le moto inizia tardissimo, per come siamo abituati oggi. Sale su una minimoto solo a 17 anni (è del 1971) e solo un anno dopo comincia a fare qualche gara, debuttando sulla pista di casa, Vallelunga. Evidentemente il ragazzo ha talento, perché va subito fortissimo.
Vediamo anno per anno i punti salienti della carriera di Biaggi.

1990 Campione Italiano 125 SP, arriva la convocazione dell’Aprilia per il Campionato Europeo.

1991 Campione Europeo 250 cc (Aprilia) e 3° nel Campionato Italiano. Disputa 4 gare del Mondiale nella classe 250 cc.

1992 Partecipa stabilmente al Mondiale 250 con l’Aprilia ufficiale del team Vallesi-Iberna. il suo ruolo è quello di fare da scudiero a Loris Reggiani (in seno al team direttamente schierato dalla casa di Noale) ed a Frankie Chili (suo compagno nel Team Vallesi) nel tentativo di interrompere l'egemonia Honda/Cadalora nella quarto di litro. Vince l'ultimo GP della stagione (GP del Sudafrica).

1993 Biaggi passa alla Honda 250 nel Team ufficiale di Erv Canemoto. La moto è ottima ma il pilota romano non riesce a trovare il feeling con le coperture Michelin che quell'anno sembrano lavorare bene solo a "temperature equatoriali". Vince una gara mondiale (GP di Catalogna).

1994 Max torna all’Aprilia 250 e vince il suo primo titolo Mondiale con 5 vittorie in gara. La livrea nera della sua moto e della sua tuta (per via dello sponsor tabaccaio Chesterfield), faranno si che al pilota romano venga attribuito il soprannome de "IL CORSARO" (complice anche una staccata al limite dell'impossibile che Max va ad effettuare nel disperato tentativo di vincere il GP del Giappone, a causa della quale Capirossi perderà una gara già vinta..) che lo seguirà per tutta la sua lunghissima carriera agonistica.

1995 Secondo titolo Mondiale 250 sempre con Aprilia. 8 vittorie in gara gli consentono di chiudere con 83 punti di vantaggio sul secondo.

1996 La stagione inizia con 5 vittorie su 6 gare, ma una serie di errori ed episodi sfortunati consentono al comunque veloce tedesco Waldmann di tenere aperta la lotta fino all’ultima gara. All'ultimo appuntamento in calendario Biaggi si fa trovare pronto e vince (è la nona volta nel 1996), portando a casa il terzo Mondiale consecutivo in sella ad una moto della Casa di Noale.

1997 Divorzio da Aprilia e passaggio a Honda. La lotta è sempre con Waldmann, suo compagno di marca, ma si conclude ancora a favore di Max che, con 5 successi parziali, diventa per la quarta volta campione del Mondo nella quarto di litro.

Va ricordato che Max Biaggi è il pilota che, nella categoria cadetta ha collezionato il maggior numero di titoli iridati di sempre (insieme al pilota inglese Phil Read) e che come quantità di GP vinti, con 29 centri, è al secondo posto assoluto dietro al pilota tedesco Anton Mang (con 33 vittorie ma "solamente" tre titoli Mondiali conquistati).

 LA 500 E LA MOTOGP:

 1998 Max approda al massimo campionato motociclistico, la classe 500 GP. Lo fa in sella ad una moto della Casa di Tokio (NSR500) non ufficiale come quella del Team Repsol di cui dispongono Mick Doohan e Alex Criville ma comunque ottimamente seguita del grandissimo tecnico Erv Kanemoto (per il quale Max aveva già corso nel 1993 nella classe 250cc sempre con la Honda). Un budget di tutto rispetto che gli consente di avere del materiale molto buono è garantito dallo sponsor tabaccaio Marlboro. Il suo esordio è trionfale, con la storica vittoria al debutto in Giappone in sella alla Honda, con tanto di pole position e giro veloce in gara. La stagione si mette bene, Biaggi ottiene una serie di podi e piazzamenti a punti, nonché la vittoria in una delle sue piste preferite (Brno), tanto da presentarsi al GP di Barcellona in testa al Mondiale. Ma in spagna avviene il fattaccio della bandiera nera, con il romano che non effettua uno stop&amd go (inflittogli per mancato rispetto delle bandiere gialle) ritenendolo immotivato, quindi viene squalificato dalla gara. Il finale di stagione non è brillante ma comunque Biaggi concluderà al secondo posto dietro Mick Doohan.

1999 Dopo le polemiche dell’anno precedente (secondo Biaggi e il suo entourage il mondiale 1998 sarebbe stato tolto a lui per “consegnarlo” a Doohan), Max lascia la Honda e passa alla Yamaha, ma i risultati sono inferiori alle aspettative, con soli due podi e una vittoria (GP del Sud Africa), che gli valgono il 4° posto finale.

2000 Ancora con la Yamaha 500, Biaggi riscatta un inizio di stagione costellato dai ritiri con una seconda parte più brillante: due podi e due vittorie (Repubblica ceca e Austria) gli consentono di chiedere 3° in campionato.

2001 È l’anno dell’esplosione della rivalità con Rossi, già mediaticamente alimentata negli anni precedenti. Le scintille cominciano fin dalla prima gara, vinta da Rossi dopo che Biaggi ha mandato fuori pista il pesarese e Valentino ha risposto con un gestaccio durante un sorpasso. Tre vittorie (GP di rancia, Olanda e Germania) e 6 podi non bastano al romano per vincere il Mondiale, arrivano anche cadute e piazzamenti solo discreti, che lo relegano al 2° posto consegnando il titolo a Rossi.

2002 Comincia l’era MotoGP e Biaggi, dopo un avvio stentato, con la Yamaha vince a Brno e Sepang, collezionando anche 6 podi. A fine campionato è ancora 2° dietro a Rossi.

2003 Max passa alla Honda del team Pons e riuscendo a raggiungere il 3° posto nella classifica finale dopo 2 vittorie (Gran Bretagna e Giappone) 7 podi.

2004 Nell’anno del passaggio di Rossi alla Yamaha, la prima gara della stagione, in Sud Africa, vede già il duello tra Biaggi e Valentino, una gara memorabile che sarebbe potuta andare tranquillamente a ciascuno dei due, ma è vinta da Rossi. La prima parte della stagione è ottima, con la vittoria i Germania e 5 podi. Ma poi arrivano anche due ritiri e solo due podi, così a fine stagione Max Biaggi è solo 3°.

2005 L’anno del passaggio di Biaggi alla Honda Repsol ufficiale è anche il suo peggiore nella categoria regina: nessuna vittoria e solo 4 podi, con un mesto 5° posto finale e la decisione di Honda di appiedarlo. 

2006 Max non riesce a trovare un ingaggio in MotoGP ed è costretto ad un anno sabbatico, in cui si tiene in allenamento e si dedica al supermotard (non agonistico).

LA SUPERBIKE: 

2007 Il ritorno alle corse per Biaggi avviene in SBK, con la Suzuki GSX-R 1000 del team Alstare Corona di Francesco Batta. Subito Max fa capire di esserci, con una vittoria e un secondo posto nelle due manche del round del Qatar. Con 14 podi e tre vittorie (Qatar, Brno e Vallelunga), Biaggi è in lizza per il titolo fino all’ultima gara, dove però James Toseland riesce a vincere conquistando il titolo. Biaggi è 3° in classifica, preceduto anche da Haga. Ma la strada di Biaggi è sempre tormentata, poiché la squadra di batta perde lo sponsor principale e con esso la possibilità di pagare a Biaggi il cospicuo ingaggio.

2008 Il romano approda al team Ducati Sterilgarda, dopo un infruttuoso tentativo di tornare in MotoGP con Gresini. Non ci sono vittorie ma solo 7 podi, che valgono a Max il 7° posto finale, comunque migliore dei privati. Non male, soprattutto considerato il forzato stop di un mese dovuto alla frattura al braccio sinistro in seguito ad una caduta in Australia.

2009 Ritorno a casa: Biaggi firma con l’Aprilia e scende in pista con la nuova bomba di Noale, la RSV4. la stagione vive di alti e bassi, con un pessimo inizio in Australia seguito dai due podi in Qatar. In totale i podi saranno 10 e, grazie anche alla “solita” vittoria a Brno, Max e l’ancora acerba maxi veneta saranno quarti nel mondiale. Ma la stagione doveva essere preparatoria per dare il massimo nel 2010. Infatti…

 2010 La stagione del primo trionfo mondiale per Max in SBK è il ritratto perfetto del campione romano: velocissimo dove la pista e la moto glielo permettono, ragioniere e concreto dove capisce che cercare migliori risultati significherebbe rischiare il patatrac. La lotta con Leon Haslam e la sua Suzuki si conclude con la vittoria finale di Max Biaggi, primo italiano campione del Mondo SBK con 10 vittorie (di cui 4 doppiette) e 14 podi. Il trionfo si perfeziona proprio in Italia, ad Imola, mentre la vittoria nella gara finale in Francia consegna all’Aprilia il titolo Mondiale Costruttori.

2011 Stagione interlocutoria sempre con la Aprilia, illuminata dalle vittorie di tappa ad Aragon e a Brno, nonché da 10 podi, ma anche macchiata da una squalifica (Donington) e da un infortunio al piede che lo costringe a saltare tre gare. Alla fine sarà 3° nel mondiale vinto da Carlos Checa.

2012 La stagione che si è da poco conclusa consacra Max Biaggi come uno dei grandi della SBK. Non è tutta rose e fiori ma, tra difficoltà e avversari che non regalano nulla (ma anche pasticci organizzativi da parte degli organizzatori del mondiale), Max e la sua Aprilia RSV4 vincono 5 gare e vanno altre 6 volte a podio. Questi successi e un’attenta gestione del vantaggio sugli inseguitori (soprattutto Melandri e Sykes) gli permettono di vincere il suo secondo Titolo SBK per solo mezzo punto all’ultima gara, a Magny Cours.


Con il ritiro di Loris Capirossi prima e di Max Biaggi poi si chiude definitivamente un'era del motociclismo. Viene a meno (dal punto di vista agonistico ovviamente) un altro grande campione che ha calcato le piste del Circus Iridato attraverso tre decenni. Max è stato immenso! La sua bravura va in un certo senso anche oltre i suoi 6 titoli iridati (!!!). Il Corsaro ha sempre diviso la tifoseria italiana, tanto amante dei dualismi: nei primi anni novanta era il "nemico giurato" di Loris Capirossi con il quale dava vita a battaglie infuocate nella Classe 250 GP e poi, a partire dal 2000 ha incrociato le lame con Valentino Rossi nella 500GP prima e nella MotoGP poi. Che si sia stati suoi tifosi o meno, gli va senza ombra di dubbio riconosciuto il grande merito di aver saputo dare a quelle gare un pathos che oggi manca alla Classe Regina dei GP. Max ha saputo interpretare la parte "dell'altra metà del cielo" quando la maggioranza dei "tifosi dell'ultima ora" idolatrava Valentino Rossi Da molti è stato definito antipatico.. Vogliamo qui fare presente che i piloti non sono pagati per essere simpatici o per fare buffonate ma per essere vincenti.. e Max lo è stato ! Oltre ad uno dei piloti più forti di sempre il romano è stato anche un grandissimo collaudatore e non è assolutamente un caso se i primi titoli iridati piloti e costruttori sono arrivati per la Casa di Noale nella 250 e nella Superbike quando a condurre le sue moto c'era proprio Biaggi. 

Max la tua guida pulitissima e la tua classe cristallina mancheranno a tutti!

Per saperne di più:

http://cesenabikers.blogspot.it/2008/12/erv-kanemoto.html

http://cesenabikers.blogspot.it/2010/09/bravissimo-max.html

http://cesenabikers.blogspot.it/2012/10/max-biaggi-il-corsaro-6-volte-mondiale.html

domenica 4 novembre 2012

Gilles Villeneuve

“Il mio passato è pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene”

Enzo Ferrari


“Vorrei sapere chi, fra quelli che lavorano nella Formula 1 che disegnano macchine, che corrono o che scrivono, non commette mai un errore. Può darsi che abbia commesso delle ingenuità: ma quando un pilota, a Montecarlo, fa parlare della Ferrari come di una macchina da Mondiale e riesce ad arrivare sulla copertina del “Times”, sette milioni e mezzo di copie, allora vuol dire che qualcosa rappresenta. Villeneuve mi sta bene così com’è, con le sue esuberanze e gli incomprensibili rischi che corre. Lui soddisfa il pubblico, è come un attore, logicamente va alla ricerca dell’applauso: in fondo si recita per questo”.
Enzo Ferrari (1981)

“Credo che la Ferrari abbia un gran pilota”.
Enzo Ferrari (Digione 1979)

 “Gilles mi mancherà per due motivi. Primo, lui era il pilota più veloce della storia delle corse automobilistiche. Secondo, era l’uomo più genuino che abbia mai conosciuto. Ma lui non se n’è andato. La memoria di quello che ha fatto sarà sempre qui”.
Jody Scheckter

“Gilles era un grande talento che rimase inespresso. Guidava come un bambino e nessuno ha mai tentato di fargli capire come si gestivano quelle macchine. Anche perché a Maranello gli era tutto permesso”.
Clay Regazzoni 

“Non c’è alcun dubbio, Gilles era straordinariamente coraggioso… Era il più gran bastardo contro cui si potesse correre e che io abbia mai conosciuto, ma era assolutamente leale. Un pilota grandissimo…”.
Keke Rosberg

 “Tra Long Beach e Monaco, o subito Monaco, era comunque primavera inoltrata del 1978, gli dissi “Senti Gilles, mi devi fare una promessa: porta la macchina al traguardo, non importa in quale posizione, ma arriva alla fine. Fallo per Ferrari!” Lui mi guardò e mi strinse un occhio “Okay” mi disse e mi battè la mano su una spalla”.
Ennio Mortara

 “E’ un ragazzo che farà grande strada, è potente, aggressivo, irruente. Dategli un po’ di tempo per abituarsi alla Formula 1 e lo vedrete salire sul podio”.
Mauro Forghieri

 “Altri piloti per un po’ girano piano piano, poi si lanciano. Gilles no, lui parte e va sempre al massimo, al cento per cento. In questa filosofia di guida un errore è sempre possibile. Quando hai un pilota che fa dell’impeto e del temperamento le proprie armi tecnico-tattiche, allora devi accettare da lui anche la possibilità che esca di pista”.
Mauro Forghieri 

“Certo che se una corsa così l’avesse fatta Jim Clark sareste esultanti. A Villeneuve battetegli almeno le mani”.
Mauro Forghieri (Zolder 1979)

 “Lo chiamano Circo della Formula 1 e proprio come un circo si sposta di città in città, issa la sua tenda e fa spettacolo. Tra giochi di magie, belve e domatori il divertimento è sempre assicurato, così come il brivido che offrono gli artisti più spericolati quando tocca a loro salire sul filo teso nel vuoto e danzare. Nell’estate del 1977 tra le tende della Formula 1 si affacciò un pilota dallo sguardo dolce e dal cuore impavido, salì sul filo con la sua Ferrari e per cinque anni lo percorse fra capriole e piroette. Poi un giorno scese ed entrò nella leggenda…”.
da Sfide, programma televisivo di Rai 3 – Gli anni di Gilles Villeneuve, 2002

 “Gilles Villeneuve non è stato una semplice stagione che passa, ma un periodo che racchiude lo spirito dell’eternità, un tempo felice che abbiamo passato insieme con lui. Gil ci ha fatto sognare, ci ha fatto tremare e battere il cuore ed è per questo, caro amico, che non ti dimenticheremo mai”.
da“Ventisetterosso.it

 Gilles dixit:
“Io dò il tutto per tutto pur di arrivare primo invece che racimolare punti, non ho nessuna intenzione di vincere il campionato del mondo piazzandomi terzo o quarto tutte le volte”.

“Quando faccio un incidente, per i giornali, la televisione o per quello che immagina la gente, è come se io avessi fatto cinque incidenti”.

“Se cerchi il limite, intanto devi passarlo”.

“In Formula 1 quelli col casco si dividono in due categorie: ci sono i piloti e quelli che semplicemente guidano le macchine da corsa”.

”Amo profondamente il mio Paese, i suoi lunghi inverni, la neve, i silenzi. E la nostalgia si fa ancora più forte quando penso che probabilmente non ritornerò mai più a vivere nella cittadina dove sono nato”.

“Penso che il mio principale difetto sia quello di essere egoista. Quello che è mio, è soltanto mio”.

“Pretendo di essere sempre il migliore, in tutto. È nel mio carattere. Non m’interessa una posizione da comprimario”.

“Ho rivisto quell’incidente e penso di aver imparato qualcosa anche da quello. C’è sempre qualcosa da imparare”.

“Se è vero che la vita di un essere umano è come un film, io ho avuto il privilegio di essere la comparsa, lo sceneggiatore, l’attore protagonista e il regista del mio modo di vivere”.

“Se mi vogliono sono così, di certo non posso cambiare: perché io, di sentire dei cavalli che mi spingono la schiena, ne ho bisogno come dell’aria che respiro”.

“A parità di macchina, se voglio che uno mi stia dietro, state tranquilli che ci resta”.

“Datemi qualsiasi cosa a motore e io ve lo porterò a limite”.


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