sabato 11 aprile 2009

11/04/09 Uscita dei Cesena Bikers







Oggi 11 aprile i Cesena Bikers hanno fatto un'altra uscita di gruppo. Ci stiamo addentrando sempre più nel pieno della "motostagione 2009" e anche oggi i "compagni di scorribande" ne hanno fatta una delle loro. Come già scritto in precedenza, a volte le cose meno programmate e sulle quali si hanno meno aspettative, danno dei risultati insperati.. Essendo questo il week-end di Pasqua, dopo l'uscita della settimana scorsa al passo della Consuma, non si era programmato nulla, essendo che i vari Cesena Bikers avevano, come è normale che sia, diversi impegni con parenti, fidanzate, mogli, amanti e chi più ne ha più ne metta.. A metà della scorsa settimana; e precisamente dopo aver fatto calzare le "scarpe nuove" alla mia "rossa", ho sentito la necessità di fare qualche chilomtero in moto per questo lungo week-end, allo scopo di rodare i nuovi pneumatici prima della grande sortita in programma per domenica 19 aprile. Ecco quindi che con due telefonate, un paio di SMS e un annuncio su Facebook, insieme ai miei compagni, sono riuscito a organizzare una uscita per oggi.. Dopo la colazione fatta tutti quanti insieme allo Sloppy Joe di Cesenatico e dopo il breve giretto mattutino, il gruppetto si è incontrato questa volta al Bar Cesare di Savignano sul Rubicone alle 13:30 di oggi. Trattandosi di una cosa dell'ultimo momento ed essendo usciti di sabato anzichè di domenica, ovviamente siamo riusciti a "raccimolare" meno Cesena Bikers del solito. Il gruppo era così composto: Enrico (Moto Guzzi V11), Omar (Ducati Monster 900cc), Federico (MV Agusta Brutale 750cc), Cristian (Ducati Monster S4RS), Luca (Kawasaki ZR-7 750cc) e Stefano (Ducati 749). La prima tappa dell'uscita è stata: Carpegna. La strada per arrivare al paese marchigiano è bellissima come disegno, presentando infatti curve di ogni genere: veloci ad ampio raggio, tornati, curve strette, tratti guidati ecc ecc ecc.. Un così bel percorso però viene completamente rovinato da un asfalto esageratamente pieno di avvallamenti e gibbosità di ogni tipo che scoragiano la bella guida. Una volta arrivati in Carpegna, amareggiati per via delle condizioni pessime dell'asfalto, abbiamo proseguito, senza sostare in paese, attraverso il passo della Cantoniera e scendendo poi per Pennabilli. Questa strada, che collega i due paesi dell'Appennino Marchigiano, è un vero e proprio toboga in discesa. A me è piaciuta tantissimo in quanto ben asfaltata (solo una curva a destra era inzaccherata di terra) e caratterizzata da un bellissimo susseguirsi di curve. Impostata con il giusto ritmo, ci ha regalato delle belle soddisfazioni. L'unico appunto che mi sento di fare a questo percorso è che presenta la carreggiata è un po' stretta. Per la sua conformazione e per il ritmo a cui consente di essere impostata, secondo il mio punto di vista, è paragonabile al passo dei Mandrioli. Arrivati a Pennabilli, abbiamo deviato a destra, scendendo a Novafeltria. Anche questo tratto di trasferimento è stato particolarmente interessante e divertente, essendo un percorso medio veloce. Il piatto forte della giornata ci è stato però servito una volta giunti a Novafeltria: abbiamo imboccato la strada che porta al Barbotto (una delle famose "cime" della Nove Colli). Questa strada in salita che collega il comune marchigiano col famoso colle, è divertimento allo stato puro!! Caratterizzata da bellissimi curvoni a raggio costante sia destra che sinistrorsi e da tratti rettilinei che ne innalzano piacevolmente il ritmo, regala davvero delle grandi emozioni a chi la percorre. Peccato solo che sia piuttosto breve.. Mi è piaciuta a tal punto che una volta in cima avrei voluta discenderla per percorrerla una seconda volta!! Svalicato il Barbotto (che ho trovato comunque piacevole con il suo percorso "mistostretto" tutto da guidare) siamo scesi fino a Bivio Montegelli per percorrere poi la strada di Gualdo come ultimo piacere giornaliero. La tappa conclusiva della giornata è stata: il Bar Caino a Cesena dove abbiamo consumato un aperitivo in allegria, parlando della bella giornata trascorsa insieme.. Come sempre ringrazio tutti gli amici Cesena Bikers che hanno partecipato a questo "giro improvvisato" di oggi che, nonostante si stato organizzato all'ultimo momento e senza pretesa alcuna si è dimostrato estremamente divertente. Una ultima considerazione va poi fatta in merito al discorso che il nostro gruppo, accumulando chilometri in questa "motostagione 2009" si stà affiatando sempre più, vedendoci migliorare sensibilmente nella guida e soprattutto vedendo cementarsi una bella amicizia tra tutti i componenti che prendono parte alle nosre uscite in moto. Ragazzi a questo punto non mi resta che attendere con trepidazione il giro che abbiamo in programma per domenica 19 aprile!

Enrico

giovedì 9 aprile 2009

Scarpe nuove..




Prima di "stendere" il post, voglio fare immediatamente una premessa: Domenica 05 ho "preso la pioggia" al passo della Consuma e non ho ancora avuto tempo (e voglia..) di lavare e lucidare la moto, ecco quindi spiegato il perchè dello stato ignobile in cui si trova la mia V11 in queste fotografie.. Detto questo posso iniziare con il post vero e proprio:
Ieri, mercoledì 08 aprile ho ritirato la mia Moto Guzzi V11 dal gommista, dopo averle fatto il cambio gomme.. Le Bridgestone BT10 che ho montavo in precedenza si sono dimostrate ottime ai fini della tenuta di strada ma la resa chilometrica ben inferiore ai 3000 Km, mi ha sconsigliato di tornare su questo prodotto. Dopo aver vagliato vari modelli e dopo aver fatto qualche ricerca sul web, la mia attenzione è ricaduta su questi pneumatici: Pirelli Angel ST. Ad avermi convinto, tra le altre cose è stata la prova del pneumatico fatta sulla rivista MOTOCICLISMO del mese di Aprile. Come si vede dalle foto, per ora non posso dire nulla in merito alla tenuta di strada delle nuove gomme che ho fatto "calzare" alla mia V11, avendo percorso solo i 500 m che separano casa mia dal gommista.. Senza dubbio questi pneumatici si presentano molto bene allo sguardo, essendo dotati di un bellissimo disegno del battistrada che, come si può vedere presenta tra i vari intagli anche un angelo stilizzato (da qui il dato nome del pneumatico). A quanto pare la leggera incisione, puramente estetica, che raffigura l'angelo, dopo 1000 Km dovrebbe sparire (causa usura) per lasciare solo gli intagli veri propri del battistrada che raffigurano a loro volta un demone stilizzato. Da questa trovata deriva l'accattivante slogan utilizzato da Pirelli per pubblicizzare il prodotto: "Il primo pneumatico con una doppia anima". Per quanto riguarda le prestazioni delle Pirelli Angel ST, mi riservo di aggiornare questo post appena le avrò rodate (cosa che è in programma per sabato 11 Aprile).
Allego per chi eventualmente ne volesse sapere di più il link alla sezione del sito della Pirelli, in cui si parla delle Angel ST:

martedì 7 aprile 2009

Il saluto dei motociclisti..






Quando da bambino, in macchina con i miei genitori (rigorosamente seduto sul sedile posteriore..) percorrevo qualche strada di collina o montagna piena di curve, il mio sguardo volgeva fuori dal finestrino nella speranza di incrociare qualche motociclista che facesse il nostro medesimo percorso. Per anni ho trascorso il mese di agosto in Carpegna (PU). Per arrivare a questo piccolo comune dell’Appennino marchigiano si deve infatti percorrere una bella strada tutta curve che, allora come oggi era (ed è) percorsa da tanti motociclisti nei week-end estivi. Ricordo che mentre ero seduto in macchina, tenevo lo sguardo vigile e mi incantavo ogni qual volta la nostra auto veniva superata da una moto che in breve spariva "danzando" a destra e a sinistra in un susseguirsi di tornanti. A volte non era un singolo centauro a sorpassarci, ma interi gruppi di motociclisti che ad una, ci passavano avanti scomparendo poi tra le curve. A volte capitava che vedessi incrociarsi due moto che viaggiavano in direzione opposta e che i centauri che le portavano si scambiassero un gesto tra di loro: una volta era un lampeggio, una volta un braccio sollevato, o due dita che si alzavano dalla leva della frizione, un’altra addirittura una gamba che staccandosi dalla pedana si apriva di lato.. Devo essere sincero: ai tempi non capivo bene quello che accadeva, anche perché ero troppo impegnato a osservare le moto, le tute, i primi caschi.. Crescendo e iniziando a leggere le mie prime riviste di motociclismo ho poi iniziato a capire cosa volesse dire quel gesto. Arrivato a 14 anni, finalmente ho visto coronare il mio sogno di possedere il tanto sospirato ciclomotore. Ovviamente, di salutare i motociclisti, quelli veri, non se ne parlava neppure, anche se in cuor mio io già mi sentivo uno di loro! Dovevo attendere altri due anni per poter finalmente percorrere quelle stesse strade che da bambino vedevo fare ad altri, a bordo della mia moto. A 16 anni infatti mio padre decise di comprarmi “la 125”. Era incredibile: anche io ora mi sentivo a pieno diritto parte della famiglia! Con la mia Aprilia, in compagnia di una banda di pazzi, ogni sabato d’estate partivamo con destinazione il passo di Viamaggio, Carpegna, le Balze, la Calla e i Mandrioli! Ogni moto che incrociavamo, alzavamo la mano in segno di saluto e rispetto. Questo senso di appartenenza ci spingeva a manifestarlo ogni volta che sulla strada incontravamo un nsotro “fratello” motociclista. A noi non importava nulla del fatto che cavalcassimo una 125 e non una moto di grossa cilindrata bastavano due ruote, un motore e passione, tanta passione. Era la volontà di affermarsi, e forse anche di distinguersi. Era il sentirsi finalmente motociclisti, dopo che per anni avevamo dovuto attendere e “sbavare” sulle moto parcheggiate davanti al bar, su quelle viste nei giornali. Era realizzare quel piccolo grande sogno che mi portavo dentro dall’età di cinque anni, quando osservavo (e rompevo le scatole..) a mio zio, mentre con i suoi amici elaborava il suo “cinquantino” prima e la sua 125 poi.. In sella alla mia piccola Aprilia, percorrevo le strade mitiche del nostro Appennino Tosco-Romagnolo e Marchigiano. Strade delle quali prima avevo solo sentito parlare da parte dei “grandi” del bar i quali ci raccontavano delle loro uscite in moto, fatte visioni mistiche contornate di pieghe garibaldine ai limiti della fisica, di una immensa passione per le due ruote e di piccole-grandi storie di amicizia.. Il massimo della vita era appunto poter fare correre la mia moto in quelle curve e prendere parte di diritto a quel rito che era il saluto che i motociclisti si scambiavano incrociandosi: era un segno di appartenenza, era un “ammiccamento”, segnale di intesa di una “famiglia” a cui avrei avevo tanto voluto appartenere. Ricordo che ai tempi (correva l’anno 1993) non c’era un motociclista che omettesse questo gesto, era come dire agli altri: ”ehi, siamo una famiglia e anche io ora ne faccio parte”. Arrivato ai 18 anni, l’auto, con le sue comodità ha preso il posto della moto nel mio cuore. Nel 1999, all’età di 22 anni ho comprato una GSX-R 600cc usata con la quale non ho percorso molti km e che ho venduto alla fine dell’estate di quell’anno. Fino al 2008 niente moto.. Poi l’anno scorso, la decisione avventata e inattesa: ho comprato una Moto Guzzi V11 con la quale ho iniziato a percorrere diversi km. Ho avuto così modo di constatare che il nobile gesto del saluto era stato mantenuto, anche se a differenza di quanto avveniva quando ero ragazzino ho notato, in molte occasioni purtroppo, che il semplice gesto del saluto, spesso veniva ignorato e non era ricambiato. Ciò mi ha fatto capire come sia cambiata una usanza che per me era quasi obbligatoria; ai miei occhi non era ammissibile incrociare un altro motociclista e non scambiarsi il saluto. Purtroppo però sembra che io, come pochi altri ancora, sia rimasto legato ad un motociclismo un po’ troppo romantico, forse non proprio vicino alle prestazioni assolute delle moto di ultima generazione. Probabilmente oggi giorno si viene giudicati in base alla moto che si guida (supersportiva, tourer, custom, o una tranquilla enduro), ma così facendo si corre il rischio di creare nell’immagine collettiva categorie di motociclisti: motociclisti di serie A e motociclisti di serie B, finendo per applicare l’equazione: moto ipersportiva uguale motociclista di serie A dotato di attributi; moto di piccola cilindrata con pochi cavalli uguale motociclista di serie B sprovvisto di attributi. E’ inutile ora soffermarsi e fare della retorica sul fatto che queste categorie non dovrebbero esistere e che la moto è sempre la moto, a qualunque tipologia o nicchia essa appartenga o la si possa collocare. Io dal canto mio quando incontro altri motociclisti continuo imperterrito a far loro un cenno di saluto con la mano, per ricordargli che credo ancora nella nostra "famiglia su due ruote": chi risponde al mio saluto forse la pensa come me, gli altri forse no. Dopo tutto il mondo è bello perché è vario..

lunedì 6 aprile 2009

05/04/09 Uscita dei Cesena Bikers






















Ieri, domenica 04 aprile 2009, si è svolta la terza vera uscita dei Cesena Bikers. Come di consueto il punto di ritrovo è la oramai mitica pasticceria Ulivi a Cesena. Dopo la solita "colazione dei campioni", alle 10:30 circa il gruppo, composto questa volta da: Federico (MV Agusta Brutale 750cc), Omar (Ducati Monster 900cc), Enrico (Moto Guzzi V11 1100cc), Cristian (Ducati Monster S4RS), Luca (Ducati 848), Alessandro (MV Agusta Brutale 750cc), Simone (Triumph Speed Triple 1050cc), Nazario (Suzuki GSX-R 750cc), Luca (Kawaaaki ZR7 750cc), Derico (Buell) e Stefano (Ducati 749) ha preso il via come da rituale oramai consacrato, verso il distributore della secante. Rifocillati e con il pieno di benzina nei serbatoi delle moto ci siamo diretti verso la prima meta della giornata: il Colle del Carnaio. Qui abbiamo incontrato un nastro d'asfalto che alternava zone asciutte ad altre bagnate (causa le abbondanti piogge della settimana scorsa), comunque sia, io personalmente l'ho trovato percorribile.. Una volta passato il Colle del Carnaio, la nostra seconda tappa è stata il Passo della Calla. Qui, da Santa Sofia sino a Campigna l'asfalto era nelle stesse condizioni in cui versava quello del Carnaio. Purtoppo però, come sempre il pericolo è dietro l'angolo e anche in quella che dovrebbe essere una domenica tra amici, può accadere qualcosa di sconveniente.. Questa volta, l'inconveniente vestiva i panni di una distratta automobilista che all'altezza del Corniolo, non rispettando uno STOP, ha fatto cadere Simone. Fortunatamente i danni fisici per il nostro amico sono stati pari a zero, e anche quelli alla motocicletta, non sono stati ingenti, il che ci ha permesso di ripartire senza grandi pensieri. Sempre al Corniolo, abbiamo incontrato Sauro con la sua zavorrina e Enrico (blogger del sito amico Superpantha). Con i centauri aretini, avremmo avuto il rendez-vous in cima al passo della Calla, ma una volta che li ho chiamati, dicendo loro quello che era accaduto al nostro compagno, si sono precipitati verso di noi. Il gruppo ha quindi ripreso la marcia.. Una volta passata Campigna, abbiamo avuto una grande delusione: il nastro d'asfalto del passo della Calla (che in stagione è sempre molto ben tenuto..) era in pratica una pista da motocross. Fango e terra riempivano la carreggiata e fino a che non abbiamo "svalicato" la situazioe non è migliorata. Una volta iniziata la discesa, la situazione è in parte cambiata per il meglio: la strada era pulita anche se molto bagnata nelle zone d'ombra. Arrivati a Stia avremmo dovuto percorrere il passo di Croce ai Mori per andare ad imboccare il passo della Consuma da Firenze. L'asfalto viscido incontrato alla Calla ci ha però sconsigliato di percorrere questo tragitto e abbiamo deciso di andare direttamente verso la Consuma passando da Ponte a Poppi. La Consuma, è sempre meravigliosa. Appena imboccata, il gruppo si è snodato per i veloci curvoni del passo toscano. L'asfalto pulito e levigato come quello di una pista, ci ha ampiamente ripagato del viaggio che abbiamo dovuto fare per giungervi. Il ritmo che consente questa strada è incredibile, tanto che le curve vengono divorate dalle moto e il passo risulta essere "troppo corto" in virtù del divertimento e delle emozioni che regala. Giunti in cima, abbiamo parcheggiato le moto e ci siamo "proiettati" verso il ristoro, dove abbiamo gustato la deliziosa e famossisima spianata! Purtoppo però dopo pranzo non abbiamo avuto il tempo di poter scattare qualche foto e di parlare con i nostri amici toscani che si sono aggiunti a noi per l'occasione (a proposito ragazzi: ma quanto siete veloci!??!?!??), in quanto ha iniziato a piovere. Dopo i veloci saluti, il gruppo dei Cesena Bikers ha fatto di nuovo tappa verso Ponte a Poppi per andare ad imboccare il passo dei Mandrioli per poter tornare a Cesena. Percorsa la Consuma a ritroso, sotto la pioggia e dopo una pausa sotto alla tettoia di un distributore per aspettare la fine dell'acquazzone, siamo riusciti a percorrere l'intero passo dei Mandrioli all'asciutto. Qui abbiamo trovato l'asfalto pulito e in una condizione generale più che buona. Il lungo toboga ci ha riportato dalla Toscana verso la nostra Romagna. Anche qui il divertimento non è mancato e il gruppo ha tenuto una bella andatura. Il passo dei Mandrioli, al contrario della veloce e larga Consuma, è più stretto e tecnico. Curve e controcurve si alternano senza sosta, tanto che i tratti rettilinei sono pressochè inesistenti. Se imboccato al ritmo giusto però questo passo è incredibilmente gratificante (io personalmente lo reputo uno dei miei preferiti..) e rende delle belle emozioni, mettendo a dura prova la ciclistica delle motociclette. Alla fine del passo dei Mandrioli, una volta in Romagna, complice soprattutto la stanchezza, il ritmo si è notevolmente abbassato. Una ultima sosta per sistemare con mezzi di fortuna la moto di Simone, rimasta lievemente danneggiata nell'incidente mattutino e poi, abbiamo imboccato la E45 per fare ritorno alle nostre case (coperti di fango dalla testa ai piedi!!!), dopo una lunga (ma veramente bella..) giornata di moto, passata tra amici. In totale i km percorsi sono stati 246. I ringraziamenti per tutti i Cesena Bikers vecchi e nuovi sono d'obbligo: il gruppo stà crescendo rapidamente e la "motostagione 2009" anche se non è ancora entrata appieno nel vivo, ci stà comunque regalando delle uscite grandiose, contornate da forti emozioni. Un ringraziamento particolare lo voglio inoltre dedicare ai ragazzi del blog amico: Superpantha, che hanno fatto il giro insieme a noi e che addirittura ci sono venuti incontro sino al Corniolo, nonostante per loro fosse "fuorimano". Non mi resta quindi che rinnovare l'invito a tutti quanti i Cesena Bikers alla prossima uscita, alla quale il pensiero già corre veloce..
Enrico

Per saperne di più vedi il post sul blog SUPERPANTHA:
http://superpantah.blogspot.com/2009/04/calla-e-consuma.html

AAA: Uscita di domenica 19 aprile 2009





















Per domenica 19 aprile, la concessionaria Triumph di Cesena, organizza un motogiro aperto a tutti i Marchi. L'uscita prevede, tra le altre cose, la percorrenza dei passi di: Bocca Seriola e Bocca Trabaria. Per il momento posso solo dire che si tratta di un giro in cui staremo fuori tutti il giorno.. Appena avrò info. più dettagliate circa il tragitto e gli orari non mancherò di pubblicarli.. Nel frattempo organizzatevi per essere liberi!!!

giovedì 2 aprile 2009

Strade insicure





Pubblico questo post, traendo l'articolo intero da MOTOCICLISMO di Aprile 2009. Su Cesena Bikers infatti ho avviato una piccola campagna pro sicurezza sulle strade, iniziata proprio parlando dei guardrail assassini. Ora trascrivo appunto questo ineressante articolo che mi è saltato oggi agli occhi leggendo la rivista menzionata: Le strade europee sono da bocciare per le due ruote. Lo ha evidenziato il recente rapporto della ERF (European Road Federation) che raccoglie istituzioni pubbliche di tutti i Paesi europei. Al centro dello studio la sicurezza dei motociclsiti, messa a repentaglio da infrastrutture, strade e sistemi di contenimento che non tengono conto delle necessità di chi guida un veicolo a due ruote. "Le strade - si legge nel documento elaborato dalla ERF -, presentano sotto questo aspetto lacune: dalla qualità dell'asfalto, alla loro geometria, al livello di manutenzione, alle barriere". Analizzando gli scenari più diffusi e la tipologia di incidenti in cui incappano i motociclisti, il "libro bianco" della ERF cerca di fare luce su aspetti spesso dimenticati da chi progetta le strade, contribuendo a quel processo di informazione che può diventare essenziale nello sforzo di ridurre il numero degli incidenti di chi va in moto, che in Europa rappresentano ormai il 17% del totale.
Articolo tratto da MOTOCICLISMO di Aprile 2009

mercoledì 1 aprile 2009

Joe Bar Team: Ci hanno dato 20 metri alla prima frenata..











da MOTOSPRINT Italia

Inizio a inserire su Cesena Bikers, con questo primo post, alcune delle più belle "strisce" del celebre fumetto pubblicato dal settimanale MOTOSPRINT Italia negli ottanta e novanta. Per chi come me, ai tempi era assiduo lettore della famosissima rivista, avere la possibilità di leggere di nuovo le scorribande dei quattro "assi francesi delle due ruote" che "attorno al 1975 erano in piena azione" é senza dubbio una grande emozione..