lunedì 31 gennaio 2011

La Coppa Selva di Fasano





Nelle foto, partendo dal basso:
- una foto di Nicola Ruggero, stimato meccanico e bravo pilota di Fasano (corteggiato a lungo da Giacomo Agostini quando veniva a correre alla Selva) che partecipò ininterrottamente alla gara oltre che a diverse edizioni della famosa MILANO-TARANTO.
- due foto del vincitore dell'ultima edizione della gara impegnato nella cuva "YUPPA" e nel piccolo rettilineo detto "PARETONE".
- un sidecar sempre alla YUPPA.

Ho ricevuto il materiale che vado a pubblicare (compreso il post) dal lettore di Cesena Bikers: Enzo Loprete. Trattasi di un post inerente alla gara motociclistica in salita Fasano-Selva. Ammetto che non conoscevo questa competizione ma che ho trovato quanto mi è stato girato estremamente interessante dato che narra una storia di vera passione! E' ovviamente semplice parlare dei GP, della Superbike, del TT, dell'Endurance e di tutte quelle competizioni e di tutti quei campionati che hanno una grande visibilità e sui quali è abbastanza semplice reperire del materiale. Il motociclismo è però fatto di passione, è fatto di uomini, delle loro gioie e dei loro drammi. Ecco perché ho deciso di dare spazio su questo blog a quanto scritto da un nostro lettore che con passione ed umiltà ha raccolto del materiale circa una gara considerata "minore": un granello di sabbia nello sconfinato universo del motociclismo che però per quanto “piccola” e di interesse locale essa sia stata, ha catalizzato per diversi anni la voglia di mettersi in luce e quella di correre in sella alle loro motociclette da parte di numerosi bravi piloti. E' per questo che voglio ringraziare Enzo per la sua preziosa collaborazione. Colgo quindi l'occasione per invitare anche gli altri lettori di Cesena Bikers, qualora avessero del materiale che vorrebbero vedere pubblicato, dei suggerimenti e tutto ciò che possa far crescere questo blog ad inoltrarmelo. Il materiale, una volta da me visionato potrà essere pubblicato, menzionandone ovviamente l'autore.


Faccio una breve cronistoria di questa affascinante gara che si è svolta sui tornanti della Selva di Fasano fino ai primi anni settanta quando la scomparsa di un copilota sidecars bloccò le future edizioni, venendo poi ripresa nell'80 per qualche altra edizione sino a che nell'1983 vide la sua ultia edizione. Da allora, non ci fu più seguito per questo tipo di gare motociclistiche perché i soliti amministratori e gente affarista riteneva più importante quella automobilistica perché richiamava più piloti, più gente.. più interessi economici!
Un vero peccato non rivedere più tutto questo per chi, come me e tanti altri appassionati veri di motociclismo, vedevano in quei due giorni l'enorme sacrificio di piloti che con ogni sforzo venivano a gareggiare lasciando un profondo segno in una gara in cui essi sfidavano contemporaneamente il cronometro, se stessi ed il loro mezzo.. ( a proposito di sforzi se può interessarti il mio esordio come pilota nell'85 puoi consultare il sito:
http://www.125stradali.com/ alla voce in fondo pagina I RICORDI DI ENZO). A distanza di diversi anni, almeno nel mio caso, malgrado il matrimonio, il piccolo e bla bla bla.... nutro ancora dentro una voglia matta di trovare gente che ha partecipato alla gara alla Selva, vedere foto che fanno parte del loro bagaglio personale di piloti e perché no, ascoltare anche i loro commenti.
Enzo Loprete

Quando gli uomini erano veri uomini e le motociclette erano vere motociclette..








200 Miglia di Daytona, anno 1993. Eddie Lawson in sella alla Yamaha FZR OW01 750cc n.7 precede Scott Russell sulla Kawasaki Ninja ZXR 750 R n.1. Lawson, appena ritiratosi dai GP, dopo una lunga carriera che gli è valsa ben 4 titoli iridati, decise di divertirsi ancora in sella alle moto partecipando alla "grande classica" di Daytona. Russell invece ai tempi era il pilota Superbike statunitense del momento: velocissimo e costante, proprio in quella stagione vinse il Campionato Mondiale per le maxi-moto a quattro tempi derivate dalla serie. Il biondo georgiano, alfiere della Kawasaki è stato un grandissimo interprete del difficile circuito della Florida. In carriera colse ben 5 affermazioni su questo tracciato da brivido, meritando per questo motivo il soprannome di Mr. Daytona! Nel 1993 dovette però inchinarsi, dopo una lotta all'ultimo sangue, al vecchio Eddie Lawson. I due dopo un duello epico in cui si scambiarono di continuo le posizioni con sorpassi mozzafiato arrivarono in volata al traguardo: per sancire il vincitore fu necessario il fotofinish in quanto il loro distacco all'arrivo fu di appena 0,05 secondi!! Il vero trionfo di quella edizione spettò però al pubblico: in poche altre occasioni il biglietto d'ingresso è stato così ampiamente ripagato dallo spettacolo offerto in pista dai piloti. Grazie a questi due veri fuoriclasse che hanno saputo regalare agli appassionati uno spettacolo indescrivibile, l'edizione 1993 della 200 Miglia di Daytona è passata alla storia delle corse motociclistiche!

domenica 30 gennaio 2011

Macao: la scuola dei campioni





Dopo aver scritto dello Snaefell Circuit ossia il circuito del TT dell'Isola di Man, della Nordschleife ossia il "vecchio"Nurburgring, dell'Autodromo Dino ed Enzo Ferrari di Imola e dell'incredibile tracciato del Laguna Seca Raceway voglio pubblicare un post dedicato al circuito da Guia di Macao. Sul post in cui ho parlato di Mick Grant, citando il suo palmares, ho fatto presente che dei due successi che ha colto in carriera a Macao negli anni 1977 e 1984. In seguito alla pubblicazione di questo post mi è stato chiesto, cosa fosse il GP di Macao e soprattutto come mai un paio di successi ottenuti su quel circuito meritassero di essere citati accanto ad affermazioni nel Mondiale velocità o al TT dell'Isola di Man. Va premesso che il GP di Macao non è mai stato una gara valevole per il Campionato Mondiale Velocità o per quello SBK ma nonostante questo ha da sempre una grande importanza nella carriera dei giovani piloti sia automobilistici che motociclistici, in quanto un buon piazzamento in questa competizione è da sempre un trampolino di lancio verso le categorie superiori. La gara di Macao è stata istituita con lo scopo di portare il motorsport in Cina. Le Case hanno sempre visto questa competizione come una importante vetrina per promuovere i loro prodotti in un mercato dalle inifinite potenzialità: vincere a Macao significa vendere i propri prodotti. La gara si svolge in un difficile circuito cittadino. Per quanto riguarda i piloti motociclistici (che poi è l'aspetto che a noi interessa maggiormente), a darsi battaglia su questo circuito sono da sempre i giovani piloti australiani, giapponesei, e statunitensi oltre a qualche locale. Ad inasprire i duelli con queste giovani leve che cercano di mettersi in luce, c'è da sempre una vera e propria truppa di piloti britannici, vecchi volponi delle road races, che partecipano a questa cmpetizione con lo scopo di arricchire il proprio palmares con l'affermazione in una gara di richiamo. Va detto che sino alla fine degli anni ottanta vi prendevano parte anche le stelle del Motomondiale ed in seguito della SBK che con questo GP coglievano l'occasione di poter sfidare "ad armi pari" i loro colleghi delle Road Races. Il GP di Macao era quindi una occasione imperdibile per gli alfieri di questi "due mondi" per poter sancire, in una sfida equa, chi fosse il più veloce. A tal riguardo va fatto notare che il record di 6 affermazioni appartiene a pari merito ad un pilota di GP Ron Haslam (che in realtà ha anche gareggiato nelle Road Races e nella SBK..) e a Michael Rutter, stella delle Road Races. Purtroppo da allora i tempi sono cambiati e le attuali prime donne dei GP e della SBK si tengono alla larga da questo genere di competizioni. Per fortuna però gli assi delle Road Races, partecipano ancora a questa competizione, contribuendo a tenerne alto il nome, il livello, il blasone.
Pubblico qui di seguito le informazioni che cho trovato in merito su wikipedia:
Circuito cittadino della città di Macao (Cina) dove si tengono varie gare automobilistiche (dal 1954) e motociclistiche (dal 1967). A differenza della maggior parte dei circuiti moderni, il tracciato è rimasto sempre invariato, tranne che per lo spostamento dei box e della linea del traguardo nella posizione attuale nel 1993, mentre in precedenza essa era posta a metà tra la curva Reservoir e quella dell'Hotel Mandarin Oriental. Sulla mappa del tracciato sopra riportata essa è situata in basso, mentre la zona collinare del Monte Guia è in alto. Nato nel 1954 come percorso per una caccia al tesoro per le vie della città, subito dopo la conclusione dell'evento ci si rese conto che il circuito era adatto ad ospitare competizioni automobilistiche amatoriali. A partire dal 1967, con l'introduzione della gara per le moto, il circuito ospita regolarmente competizioni per entrambe le tipologie di veicoli. La griglia di partenza della corsa era composta principalmente da dilettanti fino al 1966, quando il pilota belga Mauro Bianchi si iscrisse alla gara con una macchina allestita da Renault Sport, con lo scopo dichiarato di promuovere l'immagine di Renault a Hong Kong. Ciò ha portato all'iscrizione alla corsa di un numero sempre maggiore di squadre di professionisti. Nel 1983, è stato deciso dagli organizzatori che, dal momento che la Formula Atlantic stava diventando obsoleta, la gara si sarebbe svolta con vetture di Formula 3. Inizialmente si era voluto organizzare una gara di Formula 2, ma siccome non erano disposti a fare radicali modifiche al circuito in nome della sicurezza, tra cui il taglio di numerosi alberi, gli organizzatori optarono per le meno prestazionali F3. Col passare degli anni, questa si è rivelata essere una decisione lungimirante, dato che da allora ha fortemente accresciuto la reputazione dell'evento nel mondo dei motori, tanto da attirare i migliori giovani talenti provenienti da Europa e Giappone nella competizione e permettendo all'evento di ritagliarsi la sua fetta di notorietà. La prima gara di Formula 3 è stata vinta da un giovane Ayrton Senna. La gara del 1990 è stata memorabile, quando Michael Schumacher e Mika Häkkinen sono stati coinvolti in un controverso incidente quando erano rispettivamente 1° e 2° all'inizio dell'ultimo giro. Sul rettilineo principale, appena dopo la curva dell'Hotel Mandarin Oriental, Häkkinen ha colpito la parte posteriore della vettura di Schumacher ed è andato a sbattere quando ha cercato di superare il rivale tedesco. L'auto di Schumacher è stata in grado di continuare la gara con l'ala posteriore danneggiata e, infine, ha vinto la gara con il miglior tempo complessivo. Altri vincitori del Macau Grand Prix sono stati gli ormai ex-piloti di Formula Uno David Coulthard, Ralf Schumacher e Takuma Sato. A partire dall'introduzione della gara di Formula 3, il GP di Macao è progressivamente diventato un trampolino di lancio per molti piloti cadetti verso le classi superiori delle competizioni automobilistiche, come la serie GP2 e Formula 1. Oltre al Gran Premio di Macao riservato alle Formula 3, nello stesso fine settimana si svolgono altre competizioni internazionali, come il Gran Premio motociclistico di Macao (che si disputa ininterrottamente dal 1967), gara non valevole per il motomondiale a cui partecipavano e partecipano ancora molti piloti specialisti delle corse su strada come il Tourist Trophy e che si disputava con le 500cc da Gran Premio, finché non sono state soppiantate dalle moto della categoria Superbike (anche se a tutt'oggi il regolamento ammette ancora i prototipi e le MotoGP) e come la Guia Race, nata nel 1972 per le vetture turismo, che negli ultimi anni è diventata la gara conclusiva del Campionato del mondo turismo, oltre ad altre gare di livello nazionale.
Caratteristiche salienti:
La sezione che dalla curva dei Pescatori, passando per il traguardo, alla curva dell'Hotel Lisboa è formata da larghi viali, è pianeggiante e comprende due curve veloci come la Reservoir Bend e la Hotel Mandarin Oriental Bend, mentre dopo la stretta curva a gomito e fino al tornante Melco ci sono forti dislivelli, la sede stradale è molto stretta e quasi tutte le curve sono cieche. Spettacolari sono alcuni passaggi delle Esse della Solitudine, dove i motociclisti curvano rasentando muri e guard rails con spalle e gomiti. Per gli spettatori ci sono due tribune principali lungo il circuito, la Tribuna Principale, lungo il rettilineo dei box, e quella collocata alla Curva dell'Hotel Lisboa. La Curva Lisboa è il punto più caratteristico per lo spettacolo ed essa offre l'unica possibilità di sorpasso alla fine del rettilineo principale. D'altro canto essa è famosa per il pericoloso ammassarsi delle vetture nei primi giri, cosa che rende altamente probabili gli incidenti multipli a causa della configurazione a 90° della curva, con conseguente forte restringimento della carreggiata. Di conseguenza il prezzo per i posti a sedere alla tribuna della curva Lisboa è sensibilmente più elevato di quelli della Tribuna Principale.
Info by:

Albo d'oro del GP motociclistico di Macao:
1967 Hiroshi Hasegawa Yamaha RD56
1968 Hiroshi Hasegawa Yamaha 250
1969 John MacDonald Yamaha
1970 Benny Hidajat Yamaha YSI
1971 Akiyasu Motohashi Yamaha
1972 Ikujiro Takai Yamaha TR3
1973 Ken Araoka Suzuki RG500
1974 Hiroyuki Kawasaki Yamaha
1975 Hideo Kanaya Yamaha
1976 Chas Mortimer Yamaha
1977 Mick Grant Kawasaki KR750
1978 Sadao Asami Yamaha TZ750
1979 Sadao Asami Yamaha TZ750
1980 Sadao Asami Yamaha TZ750
1981 Ron Haslam Honda RS1123
1982 Ron Haslam Honda RS1123
1983 Ron Haslam Honda NS500
1984 Mick Grant Suzuki RGB500
1985 Ron Haslam Honda RS500
1986 Ron Haslam Elf Honda 500
1987 Ron Haslam ROC Elf Honda 4
1988 Kevin Schwantz Suzuki RGV500
1989 Robert Dunlop Honda RC30
1990 Steve Hislop Honda RC30
1991 Didier de Radiguès Suzuki RGV500
1992 Carl Fogarty Harris Yamaha 500
1993 Steve Hislop ROC Yamaha 500
1994 Steve Hislop Harris Yamaha 500
1995 Mike Edwards ROC Yamaha 500
1996 Phillip McCallen Yamaha YZR500
1997 Andreas Hofmann Kawasaki Ninja ZX-7R
1998 Michael Rutter Honda RVF750 RC45
1999 David Jefferies Yamaha YZF-R1
2000 Michael Rutter Yamaha YZF-R1
2001 John McGuinness Honda CBR954RR
2002 Michael Rutter Ducati 998
2003 Michael Rutter Ducati 998
2004 Michael Rutter Honda CBR1000RR
2005 Michael Rutter Honda CBR1000RR
2006 Steve Plater Yamaha YZF-R1
2007 Steve Plater Yamaha YZF-R1
2008 Stuart Easton Honda CBR1000RR
2009 Stuart Easton Honda CBR1000RR
2010 Stuart Easton Kawasaki Ninja ZX-10R

Kevin Schwantz, Macao 1988:

venerdì 28 gennaio 2011

Quando gli uomini erano veri uomini e le motociclette erano vere motociclette..






















Anno 1978. Mick Grant al TT nella classe Production 750, in sella alla formidabile Kawasaki KR750 "water-cooled" mentre è impegnato in un salto a piena velocità. Il forte pilota irlandese ha ottenuto sull'Isola ben 7 affermazioni (la prima delle quali datata 1974) a fronte di sedici partecipazioni nelle varie categorie. Va detto che in tutte le occasioni ha sempre concluso sul podio, risultando quindi uno dei piloti più forti che abbia mai corso il TT. Sull'Isola ebbe la grande soddisfazione, nel 1975, di abbattere dopo 8 anni (!!!) il record sul giro fatto segnare da Mike Hailwood in sella alla Honda RC181 500cc nel 1967, mentre il fortissimo pilota inglese era in lotta contro Giacomo Agostini in sella alla sua MV Agusta. Come accadeva allora la sua carriera non si è limitata solo alle Road Races ma Grant è stato anche un pilota di GP dal 1970 al 1984 correndo per la Kawasaki, con la quale ha ottenuto 3 vittorie (compresa una affermazione sull'Isola di Man quando la gara faceva ancora parte del calendario iridato) e per la Honda. Proprio per la Casa di Tokyo ha avuto l'onore/onere di portare in pista la poco competitiva NR500 quattro tempi a pistoni ovali, con la quale non è riuscito ad ottenere risultati di rilievo. Questa scelta purtoppo lo ha tenuto lontano dalle zone alte della classifica, facendogli di fatto perdere il contatto con i team ufficiali dell'epoca e limitandone molto, a livello di risultati, gli ultimi anni di carriera nei GP. In totale Grant ha preso parte a 25 GP, come detto ha trionfato in 3 occasioni ed ha chiuso altre 6 volte sul podio. E' riuscito inoltre a siglare una pole positione e 3 giri più veloci in gara. Mick Grant ha colto anche due successi nel GP asiatico di Macau, nelle edizioni del 1977 in sella alla Kawasaki KR750 e nel 1984 portando in gara la Suzuki RGB 500 del team Heron. Chiusa la carriera con i GP si è dedicato alla categoria TT F1 dove ha gareggiato in sella a varie moto compresa la Suzuki GSX-R 750 con la quale ha dominato il Campionato Europeo. L'ultima sua apparizione al TT risale al 1985 dove ha chiuso in bellezza aggiudicandosi la sua ultima vittoria. Ha quasi sempre gareggiato col n.10 sulla carena della moto. Sul suo casco bianco hanno sempre fatto mostra di se due grandi lettere verdi: J L in onore del suo primo sponsor e meccanico Jim Lee.

Quando gli uomini erano veri uomini e le motociclette erano vere motociclette..


Imatra 1978. Il due volte Campione del Mondo, Barry Sheene in sella alla sua Suzuki 500 da GP è alle prese con l'attraversamento di un piccolo passaggio a livello.. Dalla immagine quindi si potrebbe immaginare che l'asso britannico sia impegnato in una qualsivoglia gara del campionato britannico di Road Races. Anche il circuito dove si corre il TT dell'Isola di Man è caratterizzato nel tratto che precede la salita sulla montagna dal piccolo passaggio a livello della Mountain Railway. Le cose però in questo caso non stanno così.. Sheene e la sua Suzuki infatti sono alle prese con l'attraversamento dei binari della ferrovia che si interseca con il tracciato nel pericolosissimo circuito cittadino di Imatra, sul quale, al tempo veniva disputato il GP di Finlandia, prova valevole ai fini del punteggio per il Campionato Mondiale GP. Ai tempi il TT era stato già cancellato dal calendario dei GP in quanto ritenuto troppo pericoloso eppure, fino al 1982 si continuò a gareggiare su questo tracciato che in quanto a livello di pericolosità aveva "ben poco da invidiare" allo Snaefell Circuit. Il dettaglio fantastico di questa foto, oltre all'acrobazia del grandissimo Barry, sono le persone assiepate lungo i binari per godersi al meglio lo spettacolo offerto dai piloti in sella ai loro bolidi e, alle spalle della gente si vede addirittura un locomotore "parcheggiato"!

giovedì 27 gennaio 2011

Quando gli uomini erano veri uomini e le motociclette erano vere motociclette..


Campionato Road Races, settembre 1978. Schierati sulla linea di partenza, in attesa di prendere il via, vediamo: Barry Sheene (n.7), Mick Grant (n.10), Kevin Stowe (tuta rossa, casco bianco rosso in prima fila), Grahama Wood (tuta blu e bianca con logo Shell), Charlie Williams (tuta nera con logo Shell), Clive Offer (tuta verde, casco bianco rosso sulla sinistra della foto). Ai tempi vedere le stelle del Motomondiale (Barry Sheene all'epoca aveva già conquistato i suoi due titoli iridati nella classe 500..), prendere parte anche alle corse su strada, non era affatto una cosa rara, soprattutto per i piloti britannici. Questa loro peculiarità ne aumentava a dismisura la fama tra i sostenitori d'oltre Manica. Ad onor del vero essi venivano seguiti in questa filosofia che li vedeva estremamente eclettici per il tipo di competizioni a cui prendevano parte, anche da i loro colleghi neozelandesi, australiani ed anche da qualche statunitense. Per i sudditi di sua Maestà, tanto che si trattasse dei conduttori, quanto dei tifosi, il campionato Road Racing aveva allora, ed ha ancora, lo stesso peso (se non di più..) del Motomondiale. Sicuramente a quei tempi, così come oggi, i piloti che disputano questo tipo di competizioni hanno un livello di temerarietà maggiore ai loro colleghi che gareggiano in pista e questo li rende nell'immaginario collettivo dei "pazzi scatenati", mossi da una passione che va al di la dell'umana ragione. Proprio per questo sono considerati qualcosa di molto simile a degli eroi. Personalmente (e qui il mio pensiero può anche essere differente da quello di Cesena Bikers inteso come gruppo ed organizzazione..) condivido questa linea, vedendolo per quello che è, ossia un motociclismo romantico e se vogliamo "un po' ruspante" molto più analogo a quello da me praticato ed amato (fatte le dovute proporzioni e posto che sono il primo ad asserire che le corse su strade aperte alla normale circolazione del traffico, sono assolutamente cose da non fare!), di quanto non lo sia quello asettico e oramai impersonale dei GP di oggi..

Quando gli uomini erano veri uomini e le motociclette erano vere motociclette..




Greame Crosby e Suzuki GS 1000-R XR 69. Nel biennio 1980-1981 le gare del Mondiale TT F1 per le grosse moto a 4 tempi, vengono dominate da questa coppia formidabile costituita dal pilota neozelandese e dalla splendida moto della Casa di Hamamatsu. In questo periodo infatti il fortissimo binomio stabilì una vera e propria egemonia aggiudicandosi: il British F1 Championship (1980); 2 Campionati del Mondo TT F1(1980-1981); la categoria Senior al TT dell'Isola di Man (1980); la 8 Ore di Suzuka (1981) dove Crosby divise la sua moto con Wes Cooley. Agli avversari non rimasero che le briciole! Per sottolineare ulteriormente l'incredibile competitività raggiunta da Crosby e dalla Suzuki, basti pensare che essi, durante la Senior TT del 1980, stabilirono l'incredibile record di 6 giri del tracciato dell'Isola, conclusi in meno di due ore ad una velocità media di oltre 115 miglia orarie. Nessuno prima di allora sull'Isola, era riuscito ad abbattere il muro dei 120 minuti per quella distanza!!

Allego alcuni dati relativi al pilota e alla moto:

Graeme Crosby (4 luglio 1955) è un pilota motociclistico neozelandese ritiratosi dall'attività agonistica. Crosby inizia la sua carriera nel 1974 in competizioni locali. Nel 1976 si è distinto nel campionato australiano di Superbike. Nel 1980 si trasferì in Europa, dove vinse la Senior TT del Tourist Trophy e il Mondiale TT F1 (quest'ultimo rivinto anche nel1981). Nello stesso anno debutta nella Classe 500 del motomondiale a bordo di una Suzuki, terminando 8°. Sempre nello stesso anno, vince la 8 Ore di Suzuka insieme a Wes Cooley con la Suzuki. L'anno successivo gareggia sempre nella stessa classe e dopo aver raggiunto quattro piazzamenti sul podio, giunge 5° nella classifica finale del mondiale. Nel 1982 passa alla Yamaha; nonostante alcuni infortuni raggiunge cinque piazzamenti a podio e ottiene il suo miglior risultato nella categoria terminando 2° in classifica generale prima di lasciare le gare del mondiale. Nello stesso anno vince la 200 Miglia di Daytona. Sempre nel 1982, in sella alla Yamaha da GP OW60 500cc si aggiudica anche la 200 Miglia di Imola, compiendo un sorpasso ai limiti del regolamento, nel finale della corsa e strappando la vittoria a Marco Lucchinelli che non si aspettava quella manovra. In seguito ha gareggiato anche nell'automobilismo, in particolare nelle competizioni Turismo, soprattutto in Nuova Zelanda e Australia. Nel 1995 è stato inserito nell'Hall of Fame sportiva della Nuova Zelanda e nel 2007 è stato inserito nell'Hall of Fame del motociclismo neozelandese.
Info by:

Suzuki GS 1000-R XR 69:
Motore: 4 cilindri in linea a quattro tempi
Raffreddamento: ad aria
Cilindrata: 997 cc
Alesaggio x Corsa: 70 mm X 68 mm
Cambio: a 6 marce
Potenza massima: 130 cavalli a 9500 giri al minuto
Velocità massima: 301 Km/h