lunedì 1 dicembre 2008

Franco Uncini & SUZUKI RG gamma 500cc

















Anno 1982. Nella foto Franco Uncini in sella alla SUZUKI RG gamma 500cc da GP.
Franco Uncini (Civitanova Marche -MC-, 9 marzo 1955) è un ex corridore motociclista italiano, campione del mondo nella classe 500 cc nel 1982.
Magro e minuto, Uncini mosse i suoi primi passi nel motociclismo nella classe 750, prima con una Laverda 750 SFC, vincendo l'importante Coppa Campidoglio del 1974 sul Circuito di Vallelunga, e poi con la Ducati, diventando con la "rossa" d'Italia campione nazionale varie volte. Il suo esordio nel motomondiale avvenne nel 1976 con la Yamaha, con cui gareggiò quattro volte in 350 ed altrettante in 250, facendosi notare con un buon piazzamento nel Gran Premio di Spagna.
Nel 1977 continuò a correre nelle due classi ma passò alla Harley Davidson, con cui vinse due gare nella quarto di litro (il Gran Premio delle Nazioni ed il Gran Premio di Cecoslovacchia) di cui divenne vicecampione del mondo alle spalle di Mario Lega. Il pessimo rapporto che lo legava al compagno di squadra Walter Villa lo convise comunque a tornare in Yamaha.
Con la scuderia giapponese corse ancora in 350 e 250, ottenendo però risultati discontinui e nemmeno una vittoria. Nel 1979 acquistò una Suzuki, creò un suo team privato e corse nella classe 500 con risultati positivi: per due anni fu infatti il migliore tra i piloti privati (5° nel 1979, 4° nel 1980). Molti pensarono che fosse arrivato il momento di affidargli una moto ufficiale, ma i massimi dirigenti della Suzuki sostennero in un primo momento che Uncini fosse troppo esile per guidare una 500 quattro cilindri. Secca, ed un po' scocciata, fu la risposta del marchigiano a queste insinuazioni: "La moto deve essere guidata, non spezzata in due".
Una serie di infortuni e cadute gli impedirono di difendersi al meglio nella stagione 1981, ma la partenza verso la Honda del campione Marco Lucchinelli fece in modo che la Suzuki puntasse su di lui come pilota di punta, ed Uncini ripagò tale fiducia vincendo il campionato del mondo nel 1982 a seguito di cinque vittorie (in Austria, Olanda, Jugoslavia e Gran Bretagna, oltreché nel Gran Premio delle Nazioni) e 103 punti collezionati in classifica generale. Nella stagione successiva, durante il Gran Premio d'Olanda, dopo una caduta innocua fu investito dall'incolpevole Wayne Gardner ed il suo casco volò di netto, dando al pubblico la sensazione che egli fosse stato addirittura decapitato: in seguito all'incidente andò in coma dopo una serie di lesioni al capo. Da questo infortunio Uncini non si sarebbe mai ristabilito del tutto e si ritirò dall'agonismo nel 1985, al termine di tre stagioni non esaltanti.
Con Uncini si chiude, per un lungo perido, l'epoca delle vittorie italiane nella classe regina. Fino al 2001, con la salita di Valentino Rossi sul tetto del mondo del motociclismo, il titolo della top-class diverra' infatti un affare privato tra statunitensi e australiani.
È rimasto tuttavia nell'impianto organizzativo del motomondiale ed oggi è il responsabile della sicurezza dei circuiti per conto della associazione delle squadre.
Info by Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Uncini

venerdì 28 novembre 2008

Doug Polen & DUCATI 888 SBK







Le foto si riferiscono alla stagione 1991 (moto con n.23) e alla stagione 1992 (moto con n.1). Doug Polen (Detroit, settembre 1960) è un motociclista statunitense che ha corso vittoriosamente nella AMA Superbike, nella Superbike giapponese, nel Campionato mondiale Superbike e in gare di Endurance.
Polen corse come privato nel campionato AMA all'inizio degli anni ottanta, prima di smettere per dedicarsi agli affari. Nel 1986 tornò nel campionato AMA, gareggiando nel 1988 per la YOSHIMURA SUZUKI e poi passando alle gare internazionali. Polen entrò nel team di Eraldo Ferracci, il "Fast By Ferracci" DUCATI team, nella SBK del 1990. Dopo aver rescisso il suo contratto per partecipare al mondiale, nel 1991 e nel 1992 vinse il titolo iridato. Nel 1992 arrivò anche 3° assoluto nel campionato AMA. Nel 1993 lasciò il mondiale per dedicarsi al campionato nazionale americano AMA, che vinse. Nel 1994 passò al team HONDA ufficiale del mondiale Superbike. Lasciò il team all'inizio del 1995, non prima di vincere la prestigiosa 8 ore di Suzuka insieme ad Aaron Slight, con una HONDA RC45. Dopo essere tornato nell'AMA series, ha partecipato con più continuità al Endurance World Championship, vincendolo nel 1997
Le sue 18 pole position nel campionato AMA sono state il record fino al 2006 quando Mat Mladin le ha superate. I 14 giri veloci nel World Superbike del 1991 sono tutt'ora il record.
Info by Wikipedia:

Ducati 888 SBK


Anno 1991. Il neonato campionato Superbike, sta' prendendo sempre piu' importanza, attirando a se un interesse sempre maggiore da parte degli appassionati. In un primo momento questo genere di corse per derivate dalla serie prende piede negli States e in Australia. Solo nel 1988 viene istituito il campionato mondiale per le "maxi-moto a quattro tempi". In breve la passione per questo tipo di gare arriva anche in Italia, complice la sempre maggiore competitivita' della DUCATI che lotta ad armi pari con i colossi giapponesi HONDA e YAMAHA. Il piccolo costruttore italiano, sta' uscendo da un periodo di crisi, entrato nell'orbita CAGIVA, sta' rinnovando i suoi modelli, che in precedenza erano piuttosto obsoleti, rispetto ai prodotti made in japan. Il pubblico italiano memore degli infiniti successi della MV e soprattutto deluso dal periodo nero che la FERRARI sta vivendo in F1, sogna (a ragione..) un mezzo italiano che alimenti ancora i vecchi fasti. Il motomondiale e' "sottomesso" alla egemonia delle marche giapponesi e solo in Superbike (per il momento..) il made in Italy puo' risultare ancora vincente. Per un marchio che da sempre e' abituato a partecipare e vincere gli eventi sportivi, e che grazie a questi successi passati e presenti, vuole rinnovare la propria immagine, il campionato Superbike, sembra tagliato su misura. Ecco quindi che dopo tre stagioni, nella quale la DUCATI ha schierato la 851, nel 1991 viene presentata la 888 (nella foto la versione 1992 ufficiale, di GIANCARLO FALAPPA compagno di team del due volte campione del mondo Doug Polen). Questa bellissima moto, regalera' alla Casa di Borgo Panigale due campionati piloti, con in sella l'americano Doug Polen: 1991 e 1992 due campionati costruttori negli stessi anni. Una nota curiosa legata alla DUCATI 888 e' che nel 1992 con Carl Fogarty e nel 1994 con Andrew Meklau, entrambi in sella a moto versione clienti; e' stata l'ultima moto "completamente privata" a vincere una competizione di caratura mondiale. Nel 1993 la DUCATI deve cedere lo scettro mondiale alla KAWASAKI Ninja ZXR 750cc e al suo grandissimo pilota Scott Russell, nonostante le bellissime prestazioni di quello che in seguito sara' il pilota piu' vincente della Superbike: Carl Fogarty. Nel 1994 la 888 verra' sostituita nella squadra ufficiale dalla 916.
Scheda tecnica:
MOTORE
Tipo: 4 tempi, bilicindrico a L di 90 gradi
Alesaggio e Corsa: 94 x 64 mm
Cilindrata: 888 cc
Rapporto di compressione: 11,6:1
Distribuzione: Bialbero, quattro valvole con comando desmodromico
Lubrificazione: Forzata con pompa ad ingranaggi
Raffreddamento: Ad acqua
Alimentazione: A iniezione elettronica indiretta Weber
Cambio: Sei rapporti
Trasmissione primaria: A ingranaggi
Trasmissione secondaria: A catena
Frizione: Multidisco a secco
CICLISTICA
Telaio: Tubolare a traliccio
Sospensione anteriore: Forcella oleodinamica
Sospensione posteriore: Con monoammortizzatore progressivo
Freno anteriore: A doppio disco Ø 320 mm (in carbonio nel 1992)
Freno posteriore: Monodisco Ø 240 mm (in carbonio nel 1992)
Pneumatico anteriore: 12/48 VR17
Pneumatico posteriore: 18/55 VR17
DIMENSIONI
Altezza sella: 760 mm
Peso a secco: 143 Kg
PRESTAZIONI
Potenza massima: 134 CV a 12.000 giri/min
Velocità massima: Oltre 290 Km/h

giovedì 27 novembre 2008

On-board camera: Randy Mamola - SPA 1985

Anno 1985, GP del Belgio (chiamato anche Belgian Dutch GP). Questo video in due parti ci mostra uno splendido on-board camera. Le immagini ci provengono dalla NSR 500cc pilotata da Randy Mamola. La gara verra' vinta da Fast Freddie Spencer, che in quell'anno cogliera' l'iride sia nella categoria 500cc che in quella 250cc. Randy Mamola, nonostante abbia a disposizione una HONDA ufficiale, avra' la sua ennesima stagione all'insegna della discontinuita': malgrado la bella vittoria nel GP d'Olanda non andra' oltre un sesto posto in classifica generale, alternando per tutta la stagione ottime performances a rovinose cadute. Caratteristica questa che ha accompagnato il funambolo statunitense per tutta la sua carriera e che non gli ha mai permesso di fregiarsi di un titolo mondiale, nonostante questo obiettivo fosse ampiamente alla sua portata. Randy Mamola infatti e' arrivato per ben quattro volte secondo nella classifica iridata: 1980, 1981, 1984 e 1987. Il 1985 aggiungera' comunque fama a Randy Mamola per lo splendido recupero della moto in occasione delle qualifiche sul circuito Santa Monica di Misano Adriatico (del quale ho pubblicato un post in precedenza).

mercoledì 26 novembre 2008

Formula 750cc - Hockenheim 1979

Sempre in tema di Formula 750, ho trovato e voluto postare questo video che ci mostra il GP di Hockenheim del 1979. A parte il commento in tedesco (!!), le immagini parlano chiaro e le formidabili 750cc da GP offrono un bellissimo spettacolo, nella particolare cornice offerta dal velocissimo tracciato tedesco. Cosi come riportato nel post precedente, anche da questo filmato si evince chiaramente che la quasi totalita' delle moto schierate sono YAMAHA TZ 750cc. In queste immagini e' possibile vedere il "paddock" di trenta anni fa: e' innegabile che l'atmosfera che si respirava allora era molto meno asettica di quella odierna. Il pubblico aveva la possibilita' di vedere da vicino piloti e moto, dando al motociclismo di allora un aspetto piu' umano di quello iper-tecnologico dei giorni nostri. Purtoppo il 1979 e' stato l'anno in cui questa interessante formula e' stata abolita. A partire dagli anni ottanta, la categoria 7 e1/2 ha trovato di nuovo in forte interesse agonistico con la Superbike e anche nell'endurance, quando nel 1984, per motivi di sicurezza sono state abbandonate le 1000cc in favore delle meno potenti 750cc. Attualmente la tre quarti di litro e' una cilindrata che non ha importanti riscontri sportivi.

Formula 750cc














In questi giorni, scrivendo il post della H-D XR-TT 750cc, ho deciso di documentarmi in merito alla categoria 750cc per la quale questa moto e' stata progettata, costruita e fatta correre dalla casa di Milwaukee. Ecco quanto ho scoperto in merito:
La formula 750, anche detta F-750, è una serie motociclistica di velocità su pista, ideata e omologata dalla FIM (Federazione Internazionale del Motociclismo) come serie internazionale denominata Prix F.I.M. 750, riservata alle moto derivate dalla serie, di cilindrata inferiore a 750 cc. La gara inaugurale venne disputata il 15 aprile 1973 sul circuito di Imola e vinta da Jarno Saarinen su Yamaha, davanti alla Ducati di Bruno Spaggiari. Le altre gare si disputarono su prestigiosi circuiti come Anderstorp, Silverstone, Hockenheim, Montjuïc e, nelle successive edizioni, anche Jarama, Daytona, Magny-Cours, Assen, Zolder, Laguna Seca, Brands-Hatch, Le Castellet e Mosport.
Nel 1975, in seguito al grande successo di pubblico e all'interesse giornalistico sollevato, la formula 750 venne inserita nel campionato europeo di velocità.
Le intenzioni della F.I.M. erano quelle di aggiornare la cilindrata massima delle moto da gran premio alle nuove abitudini del mercato europeo che, dai primi anni '70, prediligeva motociclette di 750 cc e, soprattutto, di unificare le gare del motomondiale con le gare che si svolgevano negli Stati Uniti, in un unico campionato.
Nel 1977 la formula 750 venne ufficialmente inclusa nel campionato nel mondo e disputata regolarmente fino al 1979. Venuto il momento di decidere quale classe mantenere tra la "750" e la "500", per ragioni di continuità e visti i problemi tecnici derivanti dalla potenza dei motori, eccessiva per i telai e gli pneumatici dell'epoca (oltre al fatto che la 750 era divenuta una sorta di "monomarca" Yamaha: nel '79, su 60 piloti andati a punti, solo 4 non erano in sella alle TZ 750 4 cilindri), i costruttori e la FIM decisero di mantenere la vecchia classe 500, sopprimendo la formula 750, al termine della stagione 1979. Con la vittoria nella stagione 1977, Steve Baker fu il primo pilota statunitense a conquistare un titolo iridato nel motomondiale.
Alle gare della formula 750, presero parte grandi nomi di motociclismo, tra cui i pluri-iridati Giacomo Agostini, Johnny Cecotto, Phil Read, Kenny Roberts e Barry Sheene.
I campioni di categoria sono stati:
1973 Barry Sheene Suzuki PRIX F.I.M. 750
1974 John Dodds Yamaha PRIX F.I.M 750
1975 Jack Findley Yamaha Campionato Europeo
1976 Victor Palomo Yamaha Campionato Europeo
1977 Steve Baker Yamaha Campionato Mondiale
1978 Johnny Cecotto Yamaha Campionato Mondiale
1979 Patrick Pons Yamaha Campionato Mondiale

Aermacchi Harley Davidson


Il 1960 segnò una data importante nella storia Aermacchi settore motociclistico, innanzitutto con la separazione del reparto dalla casa madre e con la successiva formazione di una joint venture paritetica sul territorio italiano con uno dei marchi storici mondiali, l'Harley-Davidson. Tale forma di collaborazione continuerà poi sino al 1972.
La Aermacchi Harley-Davidson S.p.A. con sede legale a Milano e stabilimenti produttivi a Varese intendeva promuovere la vendita dei modelli italiani, di piccola cilindrata, negli USA affiancando la produzione di grosse cilindrate da sempre fiore all'occhiello della casa di Milwaukee. Tutti i modelli in produzione avevano più o meno le stesse caratteristiche tecniche generali: motore monocilindrico orizzontale a quattro tempi con distribuzione ad aste e bilancieri, cambio a quattro velocità (eccezione era la "Ala Verde" che si può fregiare del titolo di prima moto di serie fornita di 5 rapporti), telaio monotrave tubolare, forcella anteriore telescopica e forcellone posteriore con due ammortizzatori. L'eccezione è naturalmente costituita dai vari modelli di scooter, che nel frattempo con il Brezza si erano convertiti alle ruote piccole sul modello Vespa e Lambretta, e dai motocarri che continuavano ad essere prodotti con marchio della casa.
Nel 1969 venne presentata una moto completamente nuova, la 350 GTS, con linee moderne e che fu l'ispiratrice di molti altri modelli successivi anche nelle cilindrate minori. Tra le modifiche estetiche più appariscenti rispetto al passato vi era la presenza di un manubrio più alto e di un serbatoio a goccia. L'anno precedente, invece, aveva visto il ritorno dell'Aermacchi ai motori a due tempi, con l'Aletta 125, che avrà una discreta fortuna commerciale (specialmente in America) e sportiva (la Aletta Oro impegnata nel motomondiale Classe 125).
Il decennio 1960-1970 vide anche l'impegno della casa nelle varie corse motociclistiche, sia in quelle di regolarità che in quelle su pista. Tra i piloti che esordirono proprio con la casa di Schiranna uno dei più famosi fu Renzo Pasolini nel 1962.
L'inizio degli anni settanta furono un'altra delle date fondamentali per le attività motociclistiche della Aermacchi. In contemporanea si dovette registrare un periodo di forte tensione nel mercato motociclistico europeo con lo sbarco in forze delle case motociclistiche nipponiche e d'altra parte un periodo di forte crisi all'interno della Harley Davidson che dovette affrontare vari passaggi di proprietà.
Il risultato fu la scissione dell'accordo con la casa statunitense e l'uscita completa dal settore del nome Aermacchi. L'attività in questo campo proseguì con una nuova società, la AMF-Harley-Davidson, destinata in ogni caso pur essa ad una vita piuttosto breve, fino al 1978 anno in cui, dalle sue ceneri, nacque la Cagiva.
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