mercoledì 20 aprile 2011

FERRAGOSTO MOTOCICLISTICO 1946


Cesena Bikers ha aperto le sue pagine ai suoi lettori. Con grandissimo piacere di chi vi scrive infatti, l'iniziativa di coinvolgere sempre più chi segue il nostro blog, rendendolo parte attiva della "vita" di queste pagine web, pubblicando gli articoli che mi vengono inoltrati, sta riscuotendo un grande successo! Oltre ai post già inseriti, continuano a pervenirmi tanti nuovi contributi.. in questi giorni mi è arrivato questo bellissimo articolo scritto dal lettore: Fosco Rocchetta di Riccione, che vado a pubblicare con grande piacere. Il sig. Fosco scrive:

Spett. Redazione di Cesena Bikers
Il 14 luglio del 1951 (60 anni da tra pochi mesi), nel circuito di Albi in Francia, perdeva la vita il grande campione cesenate Dario Ambrosini. Ritenenhdo di fare cosa gradita, trasmetto in allegato un mio articolo riguardo ad una gara che si tenne il 15 agosto del 1946 , giorno di ferragosto, sul lungomare di Riccione (un anno dopo il termine della seconda guerra mondiale). La gara delle 250 cc. fu vinta da Dario Ambrosini, ritratto da uno foto mentre transita sul porto canale. La qualità della foto è scarsa, ed è tratta da una rivista Motociclismo 1946, reecuperata da me presso una libreria antiquaria di Firenze. Sono certo che la V.a associazione contribuirà a ricordare degnamente il grande campione cesenate scomparso prematuramente.
Distinti saluti
Fosco Rocchetta Riccione



Bertacchini, Ambrosini e Toni si affermano a Riccione

Nel panorama del motociclismo agonistico, la Romagna si è sempre distinta per l’entusiastica passione dei suoi abitanti, e per aver dato i natali a validi piloti, parecchi dei quali hanno avuto grandi successi nei circuiti di tutto il mondo. Poche notizie di cronaca, ma soprattutto i racconti degli anziani, ci rammentano che le prime gare svolte nella nostra città risalgono agli anni Venti del Novecento ed ebbero come protagonisti i riccionesi Frangiotto Pullè e Nello Leardini. Quelle “pionieristiche” competizioni si tenevano nel campo sportivo “Stadium” ( area del Luna Park), che tanti, ancor oggi, chiamano ”ingar” trasformazione dialettale del termine inglese “hungar” : difatti quella zona fu utilizzata come luogo per il ricovero di aeromobili negli anni della Grande Guerra. Un amore genuino per i motori porterà alla fondazione, nel 1935, del Motoclub “Celeste Berardi”, sodalizio cui va il merito di aver tenuto alto il nome di Riccione in Italia, con la promozione di importanti manifestazioni sportive. Fatta questa breve introduzione, appare opportuno illustrare una gara del tutto singolare che, per il giorno e l’anno in cui si effettuò, il 15 agosto 1946, (a poco più di un anno dal termine della seconda guerra mondiale), dimostra palesemente quanto ardente fosse in molti, il desiderio di ritornare, pur nelle ristrettezze di allora, alla “vecchia” ed “inossidabile” passionaccia per “è mutor”. In questo sport la nostra città aveva del resto ottenuto lusinghieri risultati fin dagli anni Trenta, con l’organizzazione di corse di buon livello. Non erano mancate buone prestazioni, e perfino vittorie in campo nazionale, grazie ad alcuni corridori romagnoli, tra cui il riccionese Gastone Berardi, vincitore nella classe 500 di terza categoria, e quinto assoluto nell’edizione 1940 della “leggendaria” Milano-Taranto. “A Nello Olmeda, l’impareggiabile presidente, a tutti i suoi attivissimi e competenti collaboratori esprimiamo il nostro compiacimento per aver saputo dar vita in periodo tanto difficile per la graziosa cittadina adriatica pulsante della vita straordinaria del ferragosto, alla bella manifestazione”. Queste, le parole di plauso per gli organizzatori del Motoclub cittadino, con cui si esprimeva l’inviato della rivista “Motociclismo” ( n. 21 del 22 agosto 1946, Lire 30). Considerevole fu l’affluenza degli appassionati, nonostante l’esigua partecipazione di piloti, “con un buon servizio d’ordine che ha saputo contenere negli appositi recinti un pubblico imponente e qualche volta non troppo disciplinato”. “Starter” d’eccezione, fu il generale inglese comandante la zona di Riccione, che testimonia come gli alleati fossero ancora presenti sul nostro territorio.
Quel Gran Premio si svolse sul lungomare e sulle vie adiacenti, su di un percorso che, di anno in anno, ad ogni primavera, ospiterà gare di moto, e precisamente fino al 4 aprile del 1971, in cui sull’asfalto bagnato, tragicamente, perderà la vita il pilota lombardo Angelo Bergamonti.
La manifestazione, inserita nella “Settimana Motociclistica Romagnola”, era quanto mai sentita, giacchè significava il risorgere dell’attività agonistica dopo la forzata interruzione bellica, tanto da esser ripresa dalla Settimana Incom, il più importante cinegiornale del secondo dopoguerra. Questo documentario, che si proiettatava in tutti i cinema d’Italia, prima di ogni film, illustrava i principali eventi politici, culturali e sportivi della settimana, in anni in cui la televisione non era ancora entrata nelle case degli italiani. Con enfasi retorica, sia per le espressioni usate, che per il tono aulico della voce, con queste parole veniva descritto l’evento: “ Quarto Circuito Motociclistico di Romagna, valevole per il campionato di prima e seconda categoria. Un carosello di assi! I più famosi centauri han preso il via! Lorenzetti, Ruffo, Ambrosini, Alberti, Mangione, Cavaciuti. La rete degli alberi lungo la strada nera d’asfalto e lucida di sole sembrano palpitare nella terribile prepotente, vibrazione dei motori! Quei rombi che ci parevano lugubri, minacciosi, allorché echeggiavano nelle strade delle nostre città svuotate dal coprifuoco, oggi salgono gioiosi come esultanti nel fervore della gara!”. Alle ore 15 fu data la partenza della classe 250. Solo quattro piloti presero il via: Dario Ambrosini (Guzzi Albatros), cesenate, campione del mondo nel 1950 categoria 250, scomparso l’anno successivo nel Gran Premio di Albi in Francia, che risulterà vincitore in 53’49’’compiendo i 40 giri del percorso pari a Km. 74,240 alla media di Km. 82,269, Alfredo Milani (Guzzi), Claudio Mastellari (Guzzi), il riccionese Tristano Papini (Benelli) che “relegato lontano per il suo mezzo meccanico evidentemente inferiore come velocità agli altri”, arriverà quarto in 54’ 38” ” . A seguire, la partenza della gara riservata alle motocarrozzette (foto che ne ritrae la partenza), competizione che, almeno sul nostro circuito, si terrà in poche altre occasioni, e solamente fine alla metà degli anni ’50. Buona la prova di Gastone Berardi (Guzzi),il più noto pilota riccionese, che nonostante la rottura della molla di una valvola, saprà portare a termine la gara, piazzandosi secondo, in 30’ 36” 1 , dietro l’irragiungibile Fausto Toni (Gilera), che compì i 20 giri del percorso, pari a Km. 37,120 in 30’ 12’’ 3 , ad una media di Km. 73,723.
Ed infine si giunse alla gara più interessante, quella della categoria 500 cmc. Partecipano alla gara i concorrenti: Berardi Gastone (Guzzi), Bertacchini Bruno (Guzzi), Milani Alfredo (Gilera), Colombo Nino (Guzzi), Rabitti Enzo (Gilera), Villa Ettore (Gilera), Brini Aldo (Gilera). Il forte centauro reggiano Bruno Bertacchini riuscì a raccogliere una significativa vittoria, compiendo i 40 giri del percorso, pari a Km, 74,240 in 50’21” 3 , alla media di Km. 88,451.
Infine, commentando le gare di Gastone Berardi, il giornalista della rivista “Motociclismo” così terminava: “Il riccionese, che nel confronto dei seconda categoria segue i campioni, e che nelle domenicale gare ha saputo conquistarsi tanta simpatia nell’ambiente motociclistico con le sue affermazioni, non ha avuto, nella sua Riccione, quell’affermazione che si meritava e che noi siamo certi egli aspirava un massimo grado. Inizialmente e fino al quarto giro egli è stato attardato fino al quinto posto e riprendendosi poi brillantemente nel finale finendo al posto d’onore ad un giro dai due che lo precedono. A Berardi un elogio particolare per la sua condotta nelle motocarrozzette che lo vedono classificato al secondo posto dopo una lotta vivace col vincitore Toni”.
Al giorno d’oggi competizioni e gare si svolgono in circuiti attrezzati, in grado di poter dare sicurezza agli spettatori, e sarebbe impensabile un ritorno al passato che, tuttavia, aveva un suo fascino romantico come la Milano-Taranto che, attraversava tutto il Paese e comportava il blocco totale di tutto il traffico. A questa competizione parteciparono piloti, contemporaneamente con motociclette di tutte le cilindrate, con aspetti quasi folcloristici, non pochi dei quali con tute mimetiche ed elmetti in dotazione all’esercito. Un mondo che non esiste più e che merita comunque di essere ricordato.


Fosco Rocchetta

martedì 19 aprile 2011

Bergamonti: Un vero fuoriclasse (verdetto del GP di Spagna del 1970)



Dopo la parentesi del 1969 sul circuito di Jarama a Madrid, il GP di Spagna per il 1970 fece ritorno sul suo classico palcoscenico ossia il circuito di Montjuich di Barcellona. Di scena in quella occasione tutte e 5 le cilindrate: 50-125-250-350-500. L'edizione del 1970 segnò il grande ritorno della 350 su questo tracciato che, non la aveva più vista protagonista dal 1954. Gli organizzatori, al fine di alleggerire il denso programma della manifestazione, dato il gran numero di gare ed il loro lungo chilometraggio optarono per anticipare al sabato "le danze" offerte dalla Classe Regina. Quella del GP di Spagna era la dodicesima ed ultima gara iridata della stagione. Il suo valore ai fini della attribuzione del punteggio valevole per la assegnazione dei titoli iridati era praticamente nulla in quanto tutte e cinque le corone avevano già trovato il loro "padrone". Nonostante questo la lista degli iscritti tra i piloti era ben "nutrita" da nomi di primissimo piano, tra i quali numerosi centauri italiani. Unico "grande assente" era Giacomo Agostini, che avendo già conquistato i titoli di 350 e 500, optò per partecipare alla concomitante riunione internazionale di Cadwel Park in Inghilterra. Non per questo l'attesa del pubblico spagnolo venne delusa: il ruolo di mattatore, solito di Ago, per l'occasione se lo assunse il suo compagno di squadra Angelo Bergamongti. Il fortissimo pilota italiano, sostituì tanto validamente il suo "capo squadra" aggiudicandosi due splendide vittorie in sella alle MV Agusta 350 e 500. Le sue performance assunsero ancor più valore se si pensa che Bergamonti fece segnare i nuovi record sulla media e sul giro. A parte i vecchi primati della 350 risalenti al 1954 (che appartenevano allo scomparso Fergus Andersson con la famosa Moto Guzzi monocilindrica), quelli della 500 appartenevano ad Agostini che li aveva stabiliti nel 1968. Dopo quel GP si poté quindi affermare che Angelo Bergamonti, con una rapidità incredibile, raggiunse la sua piena maturazione come pilota e che il suo ruolo in una scuderia come la MV Agusta era del tutto meritato. Bergamonti dimostrò di essere molto vicino nel valore messo in pista a Giacomo Agostini.
Nella gara della 500, nonostante una non felicissima partenza, già a metà del primo giro Bergamonti si era portato al comando: al termine della seconda tornata aveva ben 10" di vantaggio sugli immediati inseguitori. Tale vantaggio era addirittura raddoppiato al quarto passaggio! A debita distanza si era accesa una fierissima lotta per le posizioni d'onore fra Mandolini (non in sella alla sua Moto Guzzi ma su di una Aermacchi), Roberto gallina (Paton) e Molly (Kawasaki). Solamente alla distanza il sempre battagliero Molloy riusciva ad avere la meglio sui due italiani insediandosi al secondo posto. Mandolini difendeva bene la sua terza pizza mentre Gallina non ce la faceva contro Tommy Robb (Seeley) rinvenuto fortissimo dopo il ritardo iniziale, che gli soffiava il quarto posto. Nel frattempo fra coloro che si battevano nelle posizioni di centro, si erano ritirati Findlay (Suzuki) per guasto al motore, Marsovszky (Kawasaki) per rottura di un tirante della testa e, l'inglese (con licenza italiana) Denney, per grippaggio di un clindro della sua Honda. Tutto questo avveniva a vantaggio di Carney (Kawasaki) che finiva al quinto posto. Ad eccezione di Molloy, tutti gli altri giunsero al traguardo in ritardo di due o più giri sul vincitore Bergamonti, che migliorava di quasi 2 km il primato di Agostini sulla media generale e di circa 2,5 km quella sul giro. L'ultima gara in programma, fu la 350 che si corse domenica 27. anche questa cilindrata fu dominata da Bergamonti in sella alla sua MV Agusta a tre cilindri. In testa scattò Andersson che però venne raggiunto e superato da Bergamonti in breve tempo; con una azione limpida, ammirevole di perfezione nella guida. Bergamonti effettuato questo sorpasso si involò verso un'altra vittoria superlativa. Per il secondo posto, Andersson e Gould lottavano non senza un po' di accademia, sinché proprio sul traguardo Gould batteva di una ruota lo svedese. Dopo una corsa solitaraia il finlandese Pesonen finiva al quarto posto, doppiato di un giro e con netto vantaggio su Braun. Per la sesta posizione si erano battuti Findlay, Denney e il tenacissimo Gallina (Aermacchi). Sembrava che Findlay potesse avere la meglio, arrivando ad avere sino a 4" di vantaggio sui diretti inseguitori ma, alla fine dell'ultimo giro, a circa 600 m dal traguardo, all'inizio del tratto in salita del circuito iberico, la sua Yamaha si piantava. Il coraggioso pilota provò a spingerla ma alla fine, quasi svenuto per lo sforzo dovette arrendersi mentre Denney batteva Gallina per due decimi di secondo.

lunedì 18 aprile 2011

All'ultimo respiro..




Assen, 23 giugno 1979, dopo un duello senza esclusione di colpi con Barry Sheene, Virginio Ferrari vince il GP d'Olanda della 500, sesta prova del Mondiale di quell'anno, in sella alla Suzuki del Team Gallina. Per il pilota italiano si tratta del primo e unico successo nella Classe Regina, arrivato dopo una prima parte di stagione estremamente positiva, che lo ha visto protagonista proprio assieme al pilota inglese e al Campione del mondo in carica Kenny Roberts. Sul vecchio tracciato olandese di 7.718 m Ferrari e Sheene si trovano al comando dal tredicesimo passaggio, dopo essersi liberati dell'idolo locale Wil Hartog scattato inizialmente in testa. Per i restanti tre giri i due danno vita ad uno spettacolo di alta scuola motociclistica, fatto di sorpassi all'esterno, staccate con la moto di traverso e traiettorie impossibili conquistate quasi con la forza. Alla fine è l'italiano ad imporsi con appena un decimo di secondo di vantaggio sull'inglese e con oltre 21 secondi su Hartog. Suo è anche il giro più veloce della gara a 159,225 km/h di media, con un tmpo addirittura inferiore di un secondo e mezzo alla pole-position fatta segnare da Kenny Roberts!! E dire che Ferrari, da sempre sensibile all'argomento sicurezza, alla viglia della gara non era stato tenero con la pista olandese: "Altro che circuito sicuro. Qui ci sono i fossi che corrono a fianco della pista. E andare a sbattere contro uno dei lati equivale a finire sopra ad un guard-rail. Solo che nei guard-rail non c'è l'acqua!". All'arrivo Sheene, dichiarò a caldo di non aver capito il perché di tanta foga da parte di Ferrari: "Tanto lo avrei fatto vincere lo stesso" - disse - "per ricambiare i favori che lui mi ha fatto lo scorso anno". Lapidaria fu la risposta di Ferrari: "Certe cose vanno decise prima perché abbiano una certa credibilità. Non so se Barry volesse fare quello che ha detto, dato che io non ne sapevo nulla. Poi a me sembra che anche lui in corsa ci abbia dato dentro e che fosse deciso a non farmi vincere facilmente..". Una curiosità: il duello fra i due alfieri della Suzuki venne trasmesso in diretta dalla RAI, una vera rarità per quei tempi, grazie a Federico Urban. Fu infatti il troppo bistrattato telecronista (accusato dagli spettatori di tenere un tono troppo soft durante le sue telecronache..) a segnalare ai responsabili della TV di Stato che il GP d'Olanda poteva andare in onda gratuitamente, dato che l'Eurovisione lo offriva senza chiedere il pagamento di alcun diritto. Altri tempi..
Tratto da:
MOTOCICLISMO d'EPOCA; anno 14 - numero 12/01 dicembre 2008/gennaio 2009

AAA: Uscita di sabato 23 aprile 2011




Come da tradizione, nel lungo week-end pasquale, Cesena Bikers, anticipa la sua uscita settimanale al sabato, nello specifico il 23 aprile 2011. Le proposte per l'uscita settimanale saranno 2:

1) Foto in basso, il tradizionale giro pre-pasquale in Carpegna, come oramai è nostra usanza da 3 anni a questa parte: Ritrovo ore 09:30 presso il "Bar della Secante" di Cesena, colazione e partenza. L'uscita avrà il seguente itinerario: San Leo, Carpegna, Pennabilli, Novafeltria, Perticara, Sogliano, Borghi.

2) Foto in altro, il recupero dell'uscita mancata questa domenica: Uscita che ci vedrà impegnati sui passi dei Mandrioli, Londa e Muraglione. L'itinerario è il seguente: Strada "Vecchia" sino a Bagno di Romagna, Passo dei Mandrioli; Soci-Stia; Passo di Londa (o Croce ai Mori che dir si voglia..), Dicomano e per ultimo Passo del Muraglione. Ci si incontra presso il "Bar della Secante" di Cesena alle ore 09:30; il rientro è previsto per metà pomeriggio.

In base alla maggioranza delle votazioni che l'una o l'altra opzione riceveranno su Facebook, decideremo quale delle due uscite andare a fare. Come di consueto, l'uscita è dedicata ai possessori di tessera FMI. Per info, contattatemi tramite e-mail o su fb.

giovedì 14 aprile 2011

Los tres Caballeros..


Los tres Caballeros ossia Kevin Schwantz (Texas; Suzuki n.34), Mick Doohan (Australia; Honda n.2), Wayne Rainey (California; Yamaha n.1). Questo scatto racchiude il meglio del motociclismo degli anni novanta (e probabilmente di sempre..). Rainey, Schwantz e Doohan: nove titoli iridati dal 1990 al 1998! Gli anni novanta si sono aperti con il dominio dell'asso californiano che ha colto tre titoli iridati consecutivi dal 1990 al 1992. Poteva essere poker ma nel 1993 un destino crudele ha voluto che un terribile incidente sul tracciato di Misano gli tarpasse per sempre le ali, costringendolo da li in poi su di una sedia a rotelle. E' proprio in quell'anno che il suo eterno rivale, ossia il funambolico texano si è fregiato del suo unico alloro iridato. Dopo il titolo anche per Kewin Schwantz si è aperta una serie di infortuni e delusioni che lo hanno spinto al ritiro alla fine della stagione 1995. Dal 1994 però lo scettro del padrone della Classe Regina del Motomondiale era già andato nelle forti mani del campionissimo australiano che ha saputo imporre la sua legge per ben cinque anni consecutivi dal '94 al '98. Anche per Doohan, la carriera agonistica si è chiusa a causa di un infortunio. Nel 1999 infatti, durate le prove del GP di Spagna, è caduto e a seguito dei danni riportati nell'incidente l'australiano ha deciso di interrompere li la sua carriera nei GP coronata da incredibili successi ma anche marcata da terribili incidenti come quello di Assen 1992.
La foto del post è data 1992 e risale al GP di Spagna di quell'anno e per la cronaca il vincitore fu l'australiano Mick Doohan, davanti a Wayne Rainey e a John Kocinski. Per Kevin Schwantz la quarta posizione.
Questo incredibile terzetto di piloti, al quale vanno senza dubbio aggiunti Eddie Lawson, Wayne Garner e John Kocinski, rappresentano gli idoli del Motomondiale dei ragazzi della mia età! Ai tempi dei loro duelli serrati, io ed i miei amici, non ci perdevamo una gara! Ai tempi il Motomondiale, essendo sulla "pay per view" (Telepiù, antesignano dell'attuale Sky) lo si vedeva in TV, rigorosamente al "Bar Sport", in religioso silenzio, ascoltando i commenti dei "grandi", dai quali, per via della loro esperienza, c'era sempre da imparare! Alla fine di ognuna di quelle epiche battaglie, partivamo in sella ai nostri ciclomotori prima e, alle nostre 125 poi, per emulare quei grandissimi piloti, ognuno, immedesimandosi nel suo idolo! E pi c'era l'appuntamento settimanale con Motosprint, le discussioni al mattino sul treno mentre ci recavamo a scuola, le uscite del sabato pomeriggio!! Che periodo fantastico quello: la grande passione e la spensieratezza dell'adolescenza erano un mix incredibile rimarrà per sempre dentro a chi come me ha avuto la fortuna di viverlo!

martedì 12 aprile 2011

Un campione americano alla "corsa milionaria" di Mallory Park



Nel quadro della classica riunione inglese di Mallory Park, svoltasi il 20 settembre 1970, faceva spicco come di consueto la "Corsa dell'anno" detta anche "corsa milionaria" per la sua ricca dotazione di premi: 3.000 sterline, delle quali ben 1.050 delle quali (ai tempi circa un milione e mezzo di lire italiane..) al vincitore. Quella di Mallory Park era una gara che Giacomo Agostini, quell'anno, avrebbe corso molto volentieri, per tentare di vincerla, come del resto aveva fatto in edizioni precedenti, se non fosse stata organizzata in concomitanza con la "Conchiglia d'Oro Shell" di Imola, per la quale egli (noblesse oblige) sportivamente optò. A prescindere dalla presenza o meno del Campionissimo italiano, la gara di Mallory Park, presentava un programma veramente nutrito, studiato in tutto e per tutto con lo scopo di aggradare il difficile ed estremamente competente pubblico inglese: vennero organizzate ben sette corse, distinte tra le varie cilindrate o gruppi di esse. Le competizioni furono fatte disputare tutte su brevi distanze: da un minimo di 10 giri (per i sidecar) ad un massimo di 30 per la "corsa dell'anno". L'attenzione degli addetti ai lavori e degli appassionati venne interamente catalizzata dall'iscrizione a questa manifestazione di un pilota statunitense, il rossiccio Gary Nixon proveniente da Baltimora. L'americano godeva di una certa fama essendo stato campione nazionale nel biennio 1967 e 1968. Egli fu il primo yankee a venire a correre in Inghilterra dopo che il suo connazionale De Rosier vinse in sella ad una Indian una gara sull'autodromo di Brookland nel 1911! Già nelle prove, Nixon dimostrò di essere un pilota molto in gamba: disponeva di una Triumph 750 ufficiale, del modello "Trident" 750 a tre cilindri, alla quale aveva apportato alcuni lievi modifiche per meglio adattarla al suo stile di guida irruento. Oltre a questo l'americano fece "calzare" alla sua moto pneumatici Good_Year di 3,50-18. Prima della "corsa dell'anno" prese parte ad una gara su 15 giri per macchine da oltre 50 a 1000cc. Sebbene non avesse mai visto il tracciato e non fosse particolarmente avvezzo alla tremenda bagarre delle fasi iniziali tipica delle competizioni europee; azzeccando una buona partenza, si trovò subito a battagliare con altri 27 concorrenti, tutti in gruppo, a contendersi le posizioni gomito a gomito. Questa gara venne vinta da Ken Redfern su Norton Dunstall 750 che colse il successo in volata su Paul Smart, fresco vincitore del Bol d'Or in sella alla sua triumph "Trident". La terza piazza venne occupata da Jefferies in sella alla Norton Metisse 750cc e ottimo quarto fu proprio Nixon, la cui performance suscitò l'interesse degli oltre 40.000 spettatori. Il talento di Nixon fu molto apprezzato dal difficile pubblico d'oltre Manica, da sempre notoriamente critico con tutti i piloti che non fossero dei sudditi di sua Maestà! Questo piazzamento ottenuto da Nixon al debutto su di un circuito europeo, fece aumentare l'interesse per la "corsa milionaria". Alla partenza, in prima fila c'erano Phil Read sulla Yamaha 250cc; Gould, Carruthers e Cooper con le Yamaha 350cc; Paul Smart con la Triumph Trident 750cc. In seconda fila si notava: Yvon du Hamel, campione canadese, con la Yamaha 350; il giapponese Morio Sumya con la Honda CB 750cc "four"; Gary Nixon su Triumph Trident 750cc. Lo starter d'onore della corsa fu il nove volte iridato Mike "the bike" Hailwood. Il più pronto ad avviarsi fu Cooper, partito dalle retrovie ma subito balzato in testa. Nixon gli si mise prontamente alle costole. A metà gara l'asso americano dovette cedere il passo a Phil Read ed a Gould che, nonostante il buon passo dimostrato, non riuscirono ad agguantare il fuggitivo Cooper. Anche Paul Smart, dopo una partenza difficile, riuscì a raggiungere Nixon e a scalzarlo dal podio che l'asso americano stava sognando, in virtù del ritiro di Gould per rottura del mezzo meccanico. Alla fine Cooper tagliò il traguardo con tre secondi di vantaggio su Read (autore del giro più veloce) e sul terzo classificato Smart. A Nixon un onorevole quarto posto al debutto in Europa.

lunedì 11 aprile 2011

AAA: Uscita di domenica 17 aprile 2011


Per domenica 17 aprile 2011, Cesena Bikers organizza una nuova uscita che ci vedrà impegnati sui passi dei Mandrioli, Londa e Muraglione. L'itinerario è il seguente: Strada "Vecchia" sino a Bagno di Romagna, Passo dei Mandrioli; Soci-Stia; Passo di Londa (o Croce ai Mori che dir si voglia..), Dicomano e per ultimo Passo del Muraglione. Ci si incontra presso il "Bar della Secante" di Cesena alle ore 08:30; il rientro è previsto per metà pomeriggio. Uscita dedicata ai possessori di tessera FMI. Per info, contattatemi tramite e-mail o su fb.

IMPORTANTE: L'uscita prevista per domenica 17 aprile, a causa meteo, è rimandata. Ci si aggiorna per l'uscita pomeridiana di sabato 23 aprile.