mercoledì 28 settembre 2011

Seconda edizione della 200 Miglia di Imola Revival: Vi attende un grandioso weekend di ricordi!


Tanti campioni, tanti Gentlemen drivers, tante parate, tante moto storiche, tanti sidecar… Imola si appresta a vivere un grandioso weekend di ricordi dal 30 settembre al 2 ottobre.
Grazie al grande successo ottenuto l’anno scorso per la prima edizione, gli organizzatori si aspettano di rivivere le stesse emozioni durante la 200 Miglia di Imola Revival di questo week-end.
Oltre alla parata riservata alle 200 Miglia, alla quale partecipano più di 50 piloti famosi tra i quali spiccano i campioni del mondo Giacomo Agostini, Steve Baker, Christian Sarron, Phil Read o Dieter Braun, ci sarà, come all’epoca, una parata riservata alle moto che disputarono la 100 Miglia guidate da piloti come Lansivuori, Korhonen, Mortimer, al fianco di campionissimi italiani come Fausto Ricci, Gianfranco Bonera, Fiorini Cimatti, solo per citarne alcuni.
Tutti i piloti effettueranno vari giri del circuito su dei mezzi in uno stato di conservazione eccezionale e ancora capaci di realizzare tempi straordinari.
Ma non è tutto !
Potrete anche ammirare Agostini, Baker e Read scoprire il pilotaggio della Yamaha M1 di Jorge Lorenzo e la splendida esposizione che ricorda i 50 anni di presenza della casa Yamaha nel mondo delle corse.
Un’altra mostra da visitare è quella dedicata a Checo Costa, perno portante del Moto Club Santerno e all’origine di varie gare italiane di alto livello.
Negozio di souvenir, pit walk, autografi e molte altre attività permetteranno agli amatori delle moto classiche di rituffarsi o di scoprire il mondo « racing » degli anni ’70.

Per maggiori info:

martedì 27 settembre 2011

200 Miglia di Imola: le tredici edizioni in pillole

















1972: la prima edizione della 200 Miglia si disputa il 23 aprile in una manche unica. 41 gli iscritti e striminzita la partecipazione degli stranieri: l'americano Emde, le Norton John Player di Read e Williams, John Cooper, Paul Smart e il tedesco Dahne. Dopo una sfuriata iniziale di Agostini con la MV Agusta 750cc, sono i ducatisti Smart e Spaggiari a giocarsi la vittoria. Vince l'inglese dopo una mai confermata improvvisa panne di benzina sulla moto del compagno/rivale a pochi metri dal traguardo. Terzo Walter Villa su Triumph.

1973: gara divisa in due manche da 32 giri ciascuna per la vittoria di Jarno Saarinen (il primo pilota a vincere nello stesso anno sia a Daytona che a Imola) con la Yamaha TZ350cc che precede Bruno Spaggiari, nuovamente secondo in sella alla sua Ducati e Walter Villa anche lui nuovamente terzo ma questa volta su di una Kawasaki. E' la gara che segna già il canto del cigno per le F750 a quattro tempi e quella che vede le prime massicce presenze ufficiali straniere (H-D e Kawasaki).

1974: Agostini bissa l'impresa di Saarinen dell'anno precedente, in sella alla Yamaha TZ 700 , davanti a Roberts e Lansivuori. Al via si presentano in 44 e Roberts, al suo esordio in Europa e alla sua trentasettesima gara su asfalto, è l'unico a partire con entrambi gli pneumatici slick (una vera novità per l'epoca!!).

1975: davanti ad oltre 120.00 (!!!) spettatori, vine a sorpresa Jonny cecotto al primo dei suoi tre successi alla 200 Miglia, mentre i favoriti alla vigilia (Agostini, Roberts e Lanivuori) si ritirano tutti nella prima manche. Ad Agostini resta la consolazione del giro più veloce: 1'58”2 a 153,502 km/h di media.

1976: Steve Backer è il primo americano ad iscrivere il proprio nome nell'Albo d'oro della gara. Il ilota di Bellingham (Washington) si impone davanti a Michel Rougerie (Yamaha) e Barry Sheene (Suzuki) in un'edizione caratterizzata dal doppio ritiro di Agostini. Baker, dopo aver grippato, può disputare la gara grazie proprio al pilota italiano che gli cede una coppia dei suoi cilindri.

1977: la gara è funestata dal tragico incidente dell'americano Pat Evans, sbalzato di sella per un grippaggio al Tamburello nel corso della prima manche. Vince Kenny Roberts, che precede Steve Baker. Nel dopo corsa una seconda tragedia: mentre sta tornando in albergo in auto, il pilota statunitense Randy Cleek (15° all'arrivo) si scontra frontalmente con un'altra vettura. Nell'urto perdono la vita lo stesso Cleek e due dei suoi meccanici che erano a bordo.

1978: edizione record per quanto concerne gli iscritti: sono 115 i piloti che disputano le prove per contendersi i 40 posti sulla griglia di partenza. Vince ancora Cecotto (che nello stesso anno si aggiudica anche il titolo mondiale della 750cc) con la Yamaha OW 31. Gianfranco Bonera, durante le prove, gira con una telecamera fissata al casco con del nastro. Si tratta di uno dei primissimi tentativi di ripresa “on-boad” della storia.

1979: la 200 Miglia non viene disputata e la prova italiana del Mondiale 750 è assegnata al Circuito del Mugello. Imola è vittima di uno scontro in seno alla FMI, il cui presidente, Colucci; decide di spartire i due più importanti eventi velocistici italiani fra i circuiti di Imola (GP delle Nazioni) e del Mugello (GP Italia 750).

1980: ultima vittoria di Johnny Cecotto, ormai deciso a lasciare il motociclismo per passare alle quattro ruote. Ultima vittoria anche della gloriosa Yamaha TZ 750. Con la soppressione di questa classe a livello iridato (l'ultima edizione del Mondiale si è disputata nel 1979 cambia il regolamento tecnico e le 750 lasciano il posto alle 500 GP.

1981: Marco Lucchinelli con la Suzuki ufficiale del team Nava-Olio FIAT di Roberto Gallina, si aggiudica una edizione sottotono della 200 Miglia. La partecipazione dei “big” del Mondiale si riduce drasticamente rispetto agli anni precedenti.

1982: successo del neozelandese Greame Crosby, meteora del Mondiale 500 all'inizio degli anni Ottanta (é stato vicecampione del mondo nel 1982) con la Yamaha OW60 del Team Agostini. Nel mese di marzo Crosby aveva vinto anche a Daytona e fa sua la gara italiana con un sorpasso piuttosto deciso ai danni di Marco Lucchinelli alla variante bassa, all'ultimo giro.

1983: in quella che sarà la sua ultima stagione agonistica, Kenny Roberts vince per la seconda volta la 200 Miglia di Imola. L'edizione del 1983 però è passata alla storia per la morte di Guido Paci. Il popolarissimo “Kojak” è tradito dalla sua Honda RS500 e perde la vita nei pressi della Tosa.

1984: ritiratosi ufficialmente l'anno prima, Roberts decide di correre “una tantum” le 200 Miglia di Daytona ed Imola e la 8 re di Suzuka. Dopo aver vinto in Florida si ripete anche in riva al Santerno, raggiungendo Johnny Cecotto a quota tre vittorie, in vetta alla classifica dei plurivincitori della corsa.

1985: “il terzo classificato ha preso un giro dal vincitore, il quarto e il quinto due. Visto il livello dei partecipanti, questa gara non ha più molto senso. Riguardatevi le vecchie classifiche dei tempi d'oro e capirete”. Il commento dell'inviato di Motociclismo alla corsa suona come l'epitaffio per la creatura di Checco Costa. Con la sola eccezione di Eddie Lawson, Raymond Roche, Randy Mamola e Takazumi Katayama, l'elenco degli iscritti alla 200 Miglia di quell'anno sembra quello di una prova del Campionato Italiano e non quello della gara che, negli anni Settanta, era il più importante appuntamento extra-campionato, d'Europa.

Albo d'oro:
1972 Paul Smart (Ducati 750)
1973 Jarno Saarinen (Yamaha TZ 350)
1974 Giacomo Agostini (Yamaha TZ 700)
1975 Johnny Cecotto (Yamaha TZ 750)
1976 Steve Baker (Yamaha TZ 750)
1977 Kenny Roberts (Yamaha 750)
1978 Johnny Cecotto (Yamaha TZ 750)
1979 NON DISPUTATA
1980 Johnny Cecotto (Yamaha TZ 750)
1981 Marco Lucchinelli (Suzuki 500)
1982 Graeme Crosby (Yamaha 500)
1983 Kenny Roberts (Yamaha 500)
1984 Kenny Roberts (Yamaha 500)
1985 Eddie Lawson (Yamaha 500)

lunedì 26 settembre 2011

La 200 Miglia, una gara in più..


L’anno scorso, per la prima edizione, gli organizzatori della 200 Miglia di Imola Revival si sono concentrati unicamente su questa mitica corsa. Ma desiderosi di offrire sempre di più agli appassionati di moto d’epoca da competizione, faranno rivivere oggi una prova in più: la 100 Miglia! Questa corsa ha varie origini. Innanzitutto, all’epoca, la 200 Miglia italiana era riservata alle 750cc poiché rispondevano alle norme del campionato di questa categoria. Poi, dall’oltre oceano, l’AMA, nel 1974, aveva imposto una cilindrata di 500cc per partecipare alla 200 Miglia di Daytona e le piccole cilindrate, importate nel 1972 da Emde (Yamaha 350) e nel 1973 da Saarinen (sempre Yamaha 350cc), erano state raggruppate nella 100 Miglia. Questa corsa aggiuntiva, permetteva agli oranizzatori italiani di far scendere in pista i grandi piloti che non possedevano una 750cc per la 200 Miglia. Il ritorno al programma originale sarà un’occasione per vedere piloti come Christian Sarron, Gianfranco Bonera, Roland Freymond, Steve Baker, Pentti Korkonen, Chas Mortimer, Rocco Tedesco, Fiorini Cimatti e tanti altri che animarono i circuiti negli anni 70.

giovedì 22 settembre 2011

Quando padre e figlio vincono la stessa gara..


























Nella lunga storia della 200 Miglia di Daytona, non si è mai più rivisto un simile exploit: un padre e un figlio vincitori della stessa gara. Un record che ancora può vantare soltanto la famiglia Emde. Nel 1972 infatti, Don Emde si aggiudicava la celebre corsa americana, affermandosi come successore del padre Floyd che era salito sullo stesso gradino del podio nell'edizione del 1948, a cui aveva preso parte, in sella alla sua Indian. Oltre che per questo primato, Don Emde passava alla storia anche per essere stato il primo ad aver vinto con una moto dotata di propulsore a due tempi, oltre che al pilota in sella al mezzo di più piccola cilindrata della storia della gara che si tiene sul mitico tracciato statunitense. Don Emde precedeva di un anno Jarno Saarinen (anche lui vinse alla guida di una Yamaha 350cc) e dava inizio a 13 anni consecutivi di successo per le motociclette fregiate col marchio dei tre diapason. Nato nel 1951 in California, dimostrò da subito una passione per le moto poiché suo padre possedeva un negozio di due ruote. Con Bob, il fratello maggiore, poi con David, il fratello minore, entrò subito sui circuiti da prima motocross e da dirt track in seguito. In entrambi le discipline, il suo nome divenne ben presto popolare nella California del sud. Si diede poi alla velocità pura e, alla guida della sua 250cc, sconfisse piloti come Gary Nixon e Cal Rayborn. Le performances che fu in grado di mettere in atto nell’anno 1970, gli assicureranno un posto nella scuderia BSA dove incontrerà Mike Hailwood, Dick Mann e David Aldana. Questo gli permise di concludere la 200 Miglia di Daytona di quell'anno, sul terzo gradino del podio, dietro a Mann e Romero. I problemi finanziari della BSA misero però fine alla collaborazione e, per la gara del 1972, Don riuscì a reperire una Yamaha 350cc messa a punto e regolata per la corsa da Mel Dinesen. In quella edizione, le Suzuki e le Kawasaki si dimostrarono particolarmente rapide durante le prove, ma, in gara, riscontrarono diversi problemi meccanici che ne rallentarono considerevolmente la marcia (quando non furono costrette al ritiro..). Emde che aveva grandi speranze, adottò una condotta di gara che, nella prima frazione lo vide attento a non commettere errori e, nella seconda, aumentare il ritmo in maniera crescente. Al quarantottesimo dei cinquantatré giri in programma, prese il comando e vinse con soli 150 metri di anticipo su Ray Hempstead. Questo fu l’apice della sua carriera poiché, nel 1973, oramai appagato, lasciò il mondo della competizione restando comunque nel contesto: iniziò come consulente per i caschi Bell e poi si lanciò nel mondo dell’editoria prima di scrivere lui stesso alcuni libri, ovviamente, sulla storia della 200 Miglia di Daytona.

60 anni fa la scomparsa del campione cesenate Dario Ambrosini




Ho il piacere di pubblicare su Cesena Bikers un nuovo articolo inviatomi dall'amico, lettore ed assiduo collaboratore Fosco Rocchetta (che ringrazio di vero cuore). Il post in questione è stato scritto in occasione del sessantesimo anniversario della scomparsa del campione cesenate Dario Ambrosini.
Il 14 luglio 1951, ad Albi, durante le prove del Gran Premio di Francia, valevole per il campionato mondiale di motociclismo, moriva il pilota Dario Ambrosini. In quegli anni, e purtroppo per tanti anni ancora, almeno sino agli inizi degli anni Settanta del Novecento, le gare motociclistiche erano estremamente pericolose, com’è tragicamente dimostrato dal gran numero di corridori che perdettero la vita, soprattutto in assenza di norme volte a preservare la sicurezza dei piloti.
Il pilota cesenate, s’era aggiudicato l’anno prima, nel 1950, in sella ad una Benelli, il titolo mondiale delle 250 cc. , classe che vedrà negli anni successivi il trionfo di diversi piloti romagnoli, da Mario Lega a Loris Capirossi, da Marco Melandri a Marco Simoncelli.
Dario Ambrosini, era nato a Cesena il 7 marzo 1918 e si era dedicato giovanissimo al motociclismo, secondo una tradizione assai diffusa in Romagna, divenendo tra i più celebrati campioni, negli anni dell’immediato dopoguerra. Nel 1950 aveva vinto, tra l’altro, il “mitico” Tourist Trophy, nell’isola di Man in Inghilterra, un circuito di oltre 60 Km. che si correva tra case, muri, pali della luce, in un clima molto mutevole. Ambrosini, con la sua Benelli, nell’ultimo giro, era riuscito a recuperare ben 15 secondi al rivale inglese Maurice Cann su Guzzi, riuscendolo a superare, in un bruciante finale, per pochi metri.
Intervistato, dopo il trionfo, aveva raccontato con ammirevole semplicità, la paurosa avventura in questo circuito stradale rimasto negli annali, ahime, per la sua pericolosità e per il grande numero dei piloti che vi hanno perso la vita: oltre duecento dal 1907, anno della sua prima effettuazione! “Mi tuffavo letteralmente nella nebbia a 120 Km all’ora, avevo paura, ma non rallentavo mai”.
Il 1951, ha rappresentato un anno nero ed infausto per il motociclismo italiano, a causa di una catena terribile di incidenti in prova o in gara, che oltre al più noto Dario Ambrosini, ha visto la scomparsa di altri piloti, che riteniamo debbano esser ricordati: Guido e Gianni Leoni, Claudio Mastellari, Raffaele Alberti, Sante Geminiani, Renzo Magi, Luigi Alberti. La terza foto (partendo dall'alto..), tratta dalla rivista Motociclismo (22 agosto 1946 n. 21), ritrae Dario Ambrosini, che si aggiudicherà la gara delle 250, mentre transita sul ponte del porto, in occasione del Circuito di Riccione, che ebbe luogo sul lungomare e vie adiacenti, il giorno di ferragosto del 1946.

Fosco Rocchetta

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lunedì 19 settembre 2011

200 Miglia di Imola Revival 2011: i campioni del passato tornano in pista!


Come nel 1972, una vera e propria valanga di campioni si precipiterà sulla pista di Imola dal 30 settembre al 2 ottobre prossimi. In effetti, la seconda edizione della 200 Miglia di Imola Revival accoglierà Phil Read, Christian Sarron, Dieter Braun, Tepi Länsivuori, Mick Grant, Philippe Coulon, Chas Mortimer, Hubert Rigal, Don Emde, Steve Baker e molti altri.
Questi i piloti stranieri, ma la lista degli italiani è ancora più importante, capeggiata da Giacomo Agostini e Gianfranco Bonera in persona!
Tutti questi campioni, tutti questi protagonisti dei campionati del mondo di un tempo, si ritroveranno in pista in occasione di diverse parate. Spesso piloteranno le moto con cui, una volta, giravano i circuiti di tutto il mondo. Moto di tutti i marchi, magnifiche, conservate in modo straordinario, che meritano assolutamente di essere viste.

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venerdì 16 settembre 2011

La vera storia della STELLA FORTUNA..


Racconta il pilota spezzino: "Una sera, nell'inverno del 1980, mentre a bordo della mia auto ero bloccato a causa della neve sul Passo della Cisa, vidi tre stelle cadenti.. Subito espressi i relativi desideri: i primi due di essi riguardavano la mia vita privata, il terzo, fu invece quello di vincere un Mondiale nella 500..".
Marco Lucchinelli da "vera rock star" non chiese di vincere 5 o 10 mondiali (come per il suo smisurato talento avrebbe meritato..), ma uno ed uno solo.. E si sa, le stelle, sono sempre di parola!

Tratto da Motociclismo d'Epoca - anno 17, n.10, ottobre 2011 -