mercoledì 3 dicembre 2008

Franco Farne': una vita per la DUCATI








Nella storia di Ducati c’è un nome che accompagna tutte le sue moto, dai primi anni fino ai giorni nostri: quello di Franco Farné. Molto prima che Fabio Taglioni si legasse alla Casa bolognese rivoluzionandone la tecnica, Farné già correva con il Cucciolo e lavorava come meccanico all’interno della fabbrica. I suoi successi come pilota furono limitati, ma come collaudatore e meccanico è stato fondamentale per tutti i grandi successi di Ducati, dal trionfale ritorno di Mike Hailwood all’Isola di Man, alla vittoria di Paul Smart alla 200 Miglia di Imola. Durante gli anni settanta fece parte del piccolo nucleo di persone che mantennero in vita il reparto corse, che in quel periodo dovette essere distaccato dalla fabbrica e dal controllo dei dirigenti statali che guidavano l’azienda. La strategia fu di utilizzare la struttura della scuderia NCR, formata dagli specialisti delle moto da competizione Giorgio Nepoti e Rino Caracchi, dove venivano preparate le moto per la Formula 1 e le gare di durata. In quegli anni all’interno di Ducati soltanto Fabio Taglioni e Franco Farné credevano nell’importanza delle competizioni, compensando con la loro passione la carenza di risorse dovuta alla precarietà economica dell’azienda e la poca lungimiranza di un management incapace di capire il prestigio che le competizioni rappresentavano per la Casa. Negli anni Ottanta e Novanta, già sotto la direzione dei fratelli Castiglioni, Farné lavorò nel reparto corse, fino a quando, nel 1996, all’età di 62 anni e dopo una vita lavorativa tutta in Ducati, giunse l’ora della pensione, ma non dell’inattività! Continuò infatti a collaborare con il reparto corse fino al 2000, quando venne chiamato da Bimota per occuparsi del team che partecipava al Mondiale SBK. Quando il team fallì, perché gli sponsor annunciati non arrivarono mai, Farné passò al team NCR, che era quasi come tornare alla Casa madre. Cinquant’anni dopo il suo ingresso alla Ducati, lo storico tecnico della Casa di Borgo Panigale continua a vivere nel suo mondo di sempre, insieme alla celebre scuderia NCR.


martedì 2 dicembre 2008

Passo della Raticosa (prima volta)






Mi discosto un po' dagli argomenti trattati fino ad ora per "postare" queste bellissime foto del Passo della Raticosa che domenica 21 settembre 2008 ho "conquistato" insieme ad Aragao, Ivo e Omar (il Teso), in quella che e' stata l'ultima vera uscita del 2008. Premetto che per tutti noi era la prima volta su questa meravigliosa strada che attraversa l'appennino Tosco-Emiliano collegando Bologna a Firenze. L'abbiamo imboccata, partendo dalla via Emilia (direzione Cesena -Bologna) virando a sinistra alla rotonda di Idice. Appena si percorre la via principale si vede immediatamente un cartello con su scritto: Passo della Raticosa 40 Km. Il percorso nonostante non sia lunghissimo e' veramente spettacolare! E' una strada molto veloce e sebbene la carreggiata non sia larghissima, induce ad aprire il gas. Occorre stare piuttosto all'erta in quanto attraversa una infinita' di paesini.. Una volta pero' uscita dai centri abitati diventa qualcosa di veramente speciale: curve ad ampio raggio si alternano a tratti piu' tecnici dove il manico di chi porta la moto puo' fare davvero la differenza! Gli ultimi 7-8 Km poi sono davvero belli: sembrano disegnati appositamente per i motociclisti. In questo ultimo tratto di strada il ritmo sale molto rapidamente e i brevi rettilinei che si incontrano vengono divorati in un attimo, per poi immettersi nella curva successiva, fino a che, sul piu' bello, si arriva al passo.. Qui si ha una graditissima sorpresa: ci vengono offerte due possibilita' per proseguire il nostro "giro". Andando dritto la Raticosa si interseca con il Passo della Futa per scendere giu', fino a Firenze. Prendendo a destra invece si percorre invece il tratto della Futa che da Bologna porta fino al Passo per proseguire poi fino alla citta' di Dante.
Purtoppo, a causa degli impegni amorosi di uno di noi quattro (vero Aragao!??!), non abbiamo potuto percorrere questa bellissima strada nella sua interezza. Dopo la "pausa panino e toilette" nell'affollatissimo Bar (sembrava di essere ad un moto-raduno!!!), abbiamo girato le moto e abbiamo preso la via di casa, guidando a ritroso sul tragitto che ci aveva portato li. Al ritorno, personalmente mi sono divertito ancor piu' che all'andata (sara' forse per la R6 e per il CB1000R che io e il Teso ci siamo lasciati dietro?!??), in quanto il disegno delle curve mi e' sembrato piu' aperto e mi e' venuto facile tenere un ritmo piuttosto "allegro". Comunque sia devo dire che questo percorso vale davvero i noiosissimi Km di autostrada che si devono fare per arrivare a Castel San Pietro Terme, da dove poi si imbocca la via Emilia sino a Idice. Il mio rammarico e' di averlo scoperto quando oramai, per me, la stagione della moto era verso la fine e di non averla potuta vedere e valutare nella sua interezza. Di certo posso dire (e non sono solo io a farlo, ma si tratta di un pensiero comune a tutti i miei compagni di scorribande) che uno degli obiettivi per la "motostagione 2009" e' quello di arrivare sino a Firenze per poi al ritorno imboccare il tratto che scende fino al centro di Bologna.

Phil Read & MV AGUSTA 500cc GP


















Anno 1973. Nella foto vediamo Phil Read in sella alla sua MV AGUSTA 500cc tre cilindri, con la quale vincera' il titolo di categoria in quell'anno e lo bissera' l'anno successivo. Phil Read e' l'uomo che ha "sostituito" Giacomo Agostini in sella alla moto italiana, premando la Casa di questa scelta, vincendo due titoli mondiali consecutivi. "Ago" infatti alle fine del 1973 annuncera', tra' l'incredulita' degli addetti ai lavori di abbandonare la moto con la quale era stato il dominatore della scena mondiale dal 1966 al 1972 per passare ai giapponesi della YAMAHA e alle loro moto a due tempi. Phil Read promosso allora a prima guida, regalera' gli ultimi due allori iridiati alla gloriosa Casa.
Segue una breve biografia del campione inglese:
Phil Read (Luton, 1º gennaio 1939) è un motociclista britannico ormai ritiratosi dall'attività agonistica. Ancora quattordicenne esordì nel motomondiale classe 500 con la Norton, venendo impiegato nel Gran Premio d'Olanda dove tuttavia non ottenne punti. Ammiratore di Geoff Duke, nel 1957 arrivò terzo nel campionato nazionale di motociclismo classe 350, mentre il 28 marzo 1958 tagliò per primo il traguardo della pericolosissima corsa dell'Isola di Man. Nello stesso anno si aggiudicò anche la "Junior Tourist Trophy" e partecipò come collaudatore nella classe 250.
Vicecampione nazionale per la classe 500 nel 1960 alle spalle di Mike Hailwood, l'anno seguente decise di tornare nel motomondiale correndo nella classe 125 con la EMC, nella 500 con la Norton e nella 350 con la stessa scuderia, ottenendo in questa classe la prima vittoria in un Gran Premio di motociclismo, per la precisione nel Tourist Trophy. Dopo vari cambi di scuderie (Yamaha, Gilera) e di categorie Read tornò al successo nel 1964, anno in cui con la Yamaha divenne campione della classe 250 a seguito di 5 vittorie e 46 punti iridati, e nelle stessa stagione vinse anche la corsa di Ulster nella classe regina. Nel 1965 bissò il titolo dell'anno precedente nella 250 (sette vittorie ottenute negli Stati Uniti, Germania, Spagna, Francia, Olanda, Cecoslovacchia ed Ulster) e vinse anche una corsa, ancora il Tourist Trophy, nella 125. Ancora nel 1967 il britannico fu primo nella "due e mezzo" a pari merito con Hailwood e vicecampione della ottavo di litro con 40 punti, dietro solo al connazionale Bill Ivy. Nel 1968 gli riuscì l'ambita e tanto cercata doppietta 125-250. Pilota molto esperto e competitivo, vinse un altro titolo mondiale della 250 in sella ad una Yamaha nel 1971, frutto di tre successi e 73 punti iridati. Nello stesso anno tornò nella 500 con la Ducati per poi correre più stabilmente nella classe regina con la MV Agusta, che lo ingaggiò come gregario di Giacom Agostini, ruolo che Read rifiutò: nacque così il grande attrito tra i due campioni. Nel 1973 fu campione del mondo nella classe regina con tre successi (in Germania, Olanda e Svezia) e 69 punti raggranellati nella classifica finale. L'entusiasmante trionfo fu bissato anche nella stagione seguente ma non nel 1975, annata in cui nonostante i primi posti ottenuti nel Gran Premio del Belgio e nel Gran Premio di Cecoslovacchia fu distante dal grande "Ago" di soli otto punti (84 il bergamasco, 76 l'inglese). Nel 1976 corse ancora nella 500 con la Suzuki, correndo tuttavia solo i primi tre Gran Premi in cui ottenne un secondo posto, un terzo posto ed un ritiro. Nel 1977 passò alla Honda, con cui vinse alla guida di una motocicletta di grossa cilindrata la gara dell'Isola di Man: non mancarono le polemiche per questo successo, dato che l'intera corsa fu ridotta ad un solo giro a causa della sua elevata pericolosità. Nel 1978 sempre in sella alla Honda schierata dal team ufficiale Honda Britain diede battaglia a Mike Hailwood in quella che da tutti gli appassionati è ancora ricordata come una edizione EPICA del TT. Poco dopo Read si ritirò dall'agonismo: chiuse la carriera con 145 Gran Premi disputati di cui 52 vinti e 121 finiti sul podio. Phil Read è stato l'ultimo pilota a vincere un titolo iridato nella massima categoria in sella alla mitica MV Agusta 500, battendo addirittura l'uomo che maggiormente ha rappresentato questa Casa italiana: Giacomo Agostini. E' stato un grandissimo del motociclismo ed in pista ha saputo ottenere il massimo rispetto dagli avversari, primo tra tutti da "Ago". La convivenza tra i due, in seno alla scuderia della MV Agusta infatti risultò impossibile e ciò spinse il "campionissimo" ad abbandonare la Casa italiana con la quale aveva ottenuto la sua immensa fama e alla quale pareva legato da un "matrimonio" indissolubile per salire in sella alla emergente Yamaha. Anche agli occhi degli appassionati Phil Read non passava certo inoservato: il suo carettere duro e la sua irruenza in gara fecero si che questo pilota britannico venisse amato oppure odiato.

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Phil Read Vs. Barry Sheene Vs. Giacomo Agostini

Anno 1974. In questo interessante video, vediamo tre mostri sacri del motociclismo: Phil Read, Barry Sheene e Giacomo Agostini sfidarsi per la vittoria di un GP. L'anno 1974 passera' poi alla storia come l'ultimo anno in cui la gloriosa MV AGUSTA ha conquistato un titolo piloti nella top-class del motociclismo. Le agili e veloci due tempi giapponesi hanno oramai invaso la scena dei GP; anche Giacomo Agostini che e' stato il massimo alfiere della Casa italiana (con la MV AGUSTA ha conquistato 7 titoli nella categoria 500cc e 6 nella categoria 350cc), ha ceduto alle lusinghe nipponiche e alla fine del 1973 ha cambiato casacca, per schierarsi nelle file della YAMAHA. La MV seppur ancora competitiva (Phil Read a fine stagione sara' campione del mondo) sente il peso di una concorrenza potente e dotata di immensi capitali e soprattutto di una tecnologia innovativa. I giapponesi infatti hanno trovato la chiave di volta nei potentissimi motori a due tempi. Per rivedere un quattro tempi sul tetto del mondo dei GP occorrera' attendere l'anno 2002, con il grande cambiamento al regolamento tecnico della massima categoria delle moto. Oltre alla messa a confronto di due diverse filosofie motoristiche, in queso video vediamo anche il cambio generazionale dei piloti: Giacomo Agostini ossia l'immenso campione che ha vinto tutto sulla moto italiana e ora cerca nuovi stimoli in sella alla moto giapponese; Phil Read piu' giovane di Agostini, ma in sella alla MV AGUSTA con la quale si e' laureato campione del mondo nel 1973 per poi ripetersi nel 1974 ma che dovra' inchinarsi allo strapotere delle moto nipponiche e, l'uomo nuovo del motociclismo: Barry Sheene, giovanissimo inglese in sella alla SUZUKI che passera' alla storia come il "dopo Agostini", conquistando l'iride nel 1976 e nel 1977.

lunedì 1 dicembre 2008

Randy Mamola & SUZUKI RG gamma 500cc


Anno 1983. Nella foto vediamo Randy Mamola, impegnato in una bella "piega", in sella alla sua SUZUKI RG gamma 500cc da GP. In questo blog, ho piu' volte postato del materiale su Randy. Negli anni ottanta e' stato un pilota amatissimo dalle folle per via della sua grande spettacolarita' e per via del carattere molto incline allo scherzo e all'auto ironia. Nonostante le 13 vittorie conseguite, e alla finissima guida sul bagnato, che gli ha reso la fama di vero specialista o "mago della pioggia", Randy Mamola non e' mai riuscito a vincere un titolo mondiale (risultato che sarebbe stato ampiamente alla sua portata). Infatti ha sempre alternato prestazioni entusiasmanti a rovinose cadute, e questa sua incredibile discontinuita' alla fine non lo ha certo aiutato. Randy spesso e' risultato essere il pilota piu' veloce del lotto dei contendenti al titolo, ma si e' sempre dovuto piegare alla maggior affidabilita' dei suoi avversari, soprattutto: Eddie Lawson e Freddie Spencer. Pubblico qui di seguito una brevissima biografia:
Randy Mamola (Santa Clara, 10 novembre 1959) ex- motociclista statunitense. Ha debuttato nel motomondiale nel 1979 gareggiando sia nella classe 250 che nella 500, dedicandosi, dall'anno successivo alle competizioni della sola classe maggiore. Nella Classe 250 ha corso per la prima volta nel Gran Premio del Venezuela del 1979 mentre il Gran Premio di Olanda, dello stesso anno, ha rappresentato il suo esordio nella Classe 500. In quella occasione era alla guida di una Yamaha. Ha ottenuto la sua prima vittoria nel Gran Premio del Belgio del 1980. In totale nella sua carriera ha ottenuto 13 vittorie ed è arrivato quattro volte (1980, 1981, 1984 e 1987) secondo nella classifica generale della 500. Ha corso in questa classe con moto Yamaha, Suzuki, Honda e Cagiva. Attualmente è commentatore delle gare della MotoGP per il canale satellitare Eurosport. Dal 1986 Randy Mamola iniziò a raccogliere fondi per le attività di Save the Children. Durante alcune visite in Africa vide che le motociclette erano ampiamente usate per il trasporto di medicinali o apparecchiature nelle zone remote, ma anche che spesso erano fuori uso. Dal 1996 è tra i fondatori dell'associazione Riders for Health che si occupa di fornire moto e addestramento tecnico per la loro manutenzione ai progetti che si propongono di distribuire medicinali o apparati medicali nelle zone rurali dell'Africa. La raccolta di fondi per questa attività comprende anche la guida della Ducati Desmosedici biposto durante i Gran Premi.
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Incidente Uncini e Gardner - GP Olanda 1983


Anno 1983, GP d'Olanda. Il campione del mondo in carica, Franco Uncini, in sella alla sua SUZUKI RG gamma 500, si trova in quinta posizione, quando a causa di una "imbarcata" al posteriore, viene sbalzato di sella. Sembra una normalissima caduta, senza conseguenze, tanto che il pilota si rialza immediatamente e cerca di arrivare a bordo pista. Tutti gli avversari riescono ad evitarlo, tranne il giovane esordiente australiano Wayne Gardner. Il giovane pilota in sella alla HONDA NS 500cc (poi campione del mondo nel 1987), investe il pilota italiano, strappandogli il casco. In un primo momento, dagli spalti e dalle immagini televisive, si ha la netta sensazione che il campione del mondo, sia stato addirittura decapitato! Questo terribile incidente, segnera' per sempre la carriera di Franco Uncini, il quale non si riprendera' mai piu' completamente. Oltre che a sancire la fine della carriera di Uncini, questo avvenimento, rappresentera' un vero e proprio punto di svolta nella classe 500 de motociclimo: l'Italia, dopo l'indigestione di titoli con Agostini, e dopo aver avuto due diversi piloti, campioni del mondo nelle due ultime stagioni, si trovera' a dover attendere per i prossimi 19 anni senza piu' vedere un suo portacolori, fregiarsi dell'iride del motociclismo nella top-class. La superiorita' della SUZUKI nella 500cc trovera' la sua fine, in quanto, di punto in bianco, la Casa nipponica si restera' senza una prima guida: Marco Lucchinelli (campione del mondo ne 1981) e' passato alla HONDA nel 1982, e Franco Uncini, suo erede perdera' il resto della stagione. Da questo 1983 partira' invece il feroce duello che fino al 1992 vedra' contrapposte HONDA e YAMAHA ed i loro piloti australiani e statunitensi.

Nel primo filmato partendo dal basso vediamo lo scorcio di gara, trasmessa dalla RAI fino all'incidente, con la telecronaca del tempo. Il secondo filmato invece e' una panoramica incentrata unicamente sull'accaduto.

Franco Uncini & SUZUKI RG gamma 500cc

















Anno 1982. Nella foto Franco Uncini in sella alla SUZUKI RG gamma 500cc da GP.
Franco Uncini (Civitanova Marche -MC-, 9 marzo 1955) è un ex corridore motociclista italiano, campione del mondo nella classe 500 cc nel 1982.
Magro e minuto, Uncini mosse i suoi primi passi nel motociclismo nella classe 750, prima con una Laverda 750 SFC, vincendo l'importante Coppa Campidoglio del 1974 sul Circuito di Vallelunga, e poi con la Ducati, diventando con la "rossa" d'Italia campione nazionale varie volte. Il suo esordio nel motomondiale avvenne nel 1976 con la Yamaha, con cui gareggiò quattro volte in 350 ed altrettante in 250, facendosi notare con un buon piazzamento nel Gran Premio di Spagna.
Nel 1977 continuò a correre nelle due classi ma passò alla Harley Davidson, con cui vinse due gare nella quarto di litro (il Gran Premio delle Nazioni ed il Gran Premio di Cecoslovacchia) di cui divenne vicecampione del mondo alle spalle di Mario Lega. Il pessimo rapporto che lo legava al compagno di squadra Walter Villa lo convise comunque a tornare in Yamaha.
Con la scuderia giapponese corse ancora in 350 e 250, ottenendo però risultati discontinui e nemmeno una vittoria. Nel 1979 acquistò una Suzuki, creò un suo team privato e corse nella classe 500 con risultati positivi: per due anni fu infatti il migliore tra i piloti privati (5° nel 1979, 4° nel 1980). Molti pensarono che fosse arrivato il momento di affidargli una moto ufficiale, ma i massimi dirigenti della Suzuki sostennero in un primo momento che Uncini fosse troppo esile per guidare una 500 quattro cilindri. Secca, ed un po' scocciata, fu la risposta del marchigiano a queste insinuazioni: "La moto deve essere guidata, non spezzata in due".
Una serie di infortuni e cadute gli impedirono di difendersi al meglio nella stagione 1981, ma la partenza verso la Honda del campione Marco Lucchinelli fece in modo che la Suzuki puntasse su di lui come pilota di punta, ed Uncini ripagò tale fiducia vincendo il campionato del mondo nel 1982 a seguito di cinque vittorie (in Austria, Olanda, Jugoslavia e Gran Bretagna, oltreché nel Gran Premio delle Nazioni) e 103 punti collezionati in classifica generale. Nella stagione successiva, durante il Gran Premio d'Olanda, dopo una caduta innocua fu investito dall'incolpevole Wayne Gardner ed il suo casco volò di netto, dando al pubblico la sensazione che egli fosse stato addirittura decapitato: in seguito all'incidente andò in coma dopo una serie di lesioni al capo. Da questo infortunio Uncini non si sarebbe mai ristabilito del tutto e si ritirò dall'agonismo nel 1985, al termine di tre stagioni non esaltanti.
Con Uncini si chiude, per un lungo perido, l'epoca delle vittorie italiane nella classe regina. Fino al 2001, con la salita di Valentino Rossi sul tetto del mondo del motociclismo, il titolo della top-class diverra' infatti un affare privato tra statunitensi e australiani.
È rimasto tuttavia nell'impianto organizzativo del motomondiale ed oggi è il responsabile della sicurezza dei circuiti per conto della associazione delle squadre.
Info by Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Uncini