giovedì 17 febbraio 2011

Le cose cambiano?



Non so voi cari Amici e Lettori di Cesena Bikers, ma io, da un po' di tempo a questa parte ho una strana sensazione: sento che forse comincio ad invecchiare.. Penso spesso alle belle uscite in moto della seconda metà della stagione 2010 e alla prima uscita di questo 2011 dove si è tenuto un bel ritmo ma senza esagerare, rilassati e mai con il "coltello tra i denti", valutandole come le migliori di sempre. Tutto questo mi dice chiaramente che qualcosa è cambiato rispetto a quanto accadeva due o tre anni fa quando si tendeva ad aprire la manetta senza tanti pensieri o patemi, quasi spinti da uno spirito spavaldo! Premetto che nella mia storia di motociclista non sono mai stato un fanatico delle superpotenze o un teppista della strada, anche se ammetto che viaggiare nel pieno rispetto del codice della strada è pressoché impossibile. Oggi però mi scopro più attento alla segnaletica ed ai limiti di velocità. Non credo si tratti solo di una, pur condivisibile, voglia di conservare la patente a punti il più a lungo possibile o evitare le multe per la assoluta mancanza di voglia a sanare da solo il debito pubblico: a me pare veramente di essere cambiato sotto questo aspetto, di aver messo parecchio "la testa a posto". Spesso mi dico: "Enrico chi si accontenta gode!". Tempo fa invece mi sarei senza dubbio detto: "Chi gode è più contento!". Credo che la mia voglia di smanettare si stia placando, forse saziata da diverse stagioni passate in sella alle mie amate durante le quali mi sono realmente divertito! Nonostante guardo ancora la mia Speed Triple bianca con gli stessi occhi dolci del nostro primo incontro, oggi mi lascio incantare da moto che fino ad un po' di tempo fa non consideravo neppure: mi immagino felice e sorridente che trotterello sulle nostre colline in sella ad una arcaica Royal Enfield da nemmeno trenta cavalli; mi vedo stilosissimo su di una Triumph Thruxton oppure su di una W800, ultima nata di Casa Kawasaki. Durante l'uscita di domenica scorsa alla strada "Panoramica" di Gabicce mi sono trovato a scorgere cose e dettagli che negli anni precedenti non avevo visto. Insieme a due amici abbiamo giocato per quella strada disegnando con le nostre moto traiettorie larghe e rotonde, sghignazzando tra di noi, nella solitudine dei nostri caschi. Oggi più che mai mi rendo conto di quanto, per strada, cento cavalli ed una ciclistica veramente a punto siano "tanta roba". Spesso mi domando quando a disposizione si hanno i 130 CV della mia moto o i 150 Cv delle Naked della ultimissima generazione, chi, riesca veramente a spremerli tutti! Negli anni sono uscito in moto con moltissima gente: a volte ho preso paga, a volte ne ho data, ma, sinceramente, pensandoci ora, la cosa più divertente è stata stare tutti insieme in gruppo. Mi capita di riflettere sul vero senso dell'andare in moto e vado a ricercarlo nel piacere di rilassarsi, di trovare il proprio ritmo senza strafare, di imparare a conoscere il proprio mezzo, di saper adottare una guida rotonda e pulita. Parto per una uscita mentale in moto, la classica uscita perfetta, ed immagino: una giornata limpida e dal clima gentile, una strada che io amo come può essere il Passo della Calla (o quello dei Mandrioli), io la mia moto, i miei amici più cari. Tratti tortuosi, tornanti, brevi rettilinei si alternano in un percorso guidato. Tengo il ritmo del gruppo ma senza eccessi. Tutti noi evitiamo accuratamente i "numeri" più esagerati e, arrivati al passo mi congratulo con me stesso per la raggiunta maturità. Niente smanettate! Dei cavalli, fini a se stessi, a nessuno di noi importa nulla! Poi alla mente mi salgono i ricordi: avevo quattordici anni, ero in sella al mio Ciao truccato e mi lanciavo in mille avventure su quelle gommine sottili, con a disposizione un "cavallo e mezzo": mi sembrava di volare ed andavo veramente fiero della mia "moto" (?!?!). Il cuore di ragazzino batteva forte quando in primavera, la domenica mattina, mi trovavo davanti al bar con gli amici, ognuno in sella al proprio ciclomotore, vestiti con le tute in "triacetato" (la classica tuta dell'Adidas che nella nostra testa sopperiva a quella in pelle..) e si partiva con l'idea di battagliare tra di noi emulando Schwantz, Doohan e Rainey.. Ai quei tempi bastava poco per essere felici! Ora che siamo più grandi dovremmo ricordarci di come eravamo e trarre esempio da noi stessi! E' proprio vero: le cose stanno cambiando..

3 commenti:

sburbiz_marca ha detto...

E' il naturale andamento con cui prima o poi il motociclista assennato deve fare i conti, ma dopotutto è bello acquisire questa consapevolezza degli eccessi e della moderazione, questa maturità motociclistica che non è sinonimo di rincoglionimento, anzi è secondo me un momento del percorso che ci fa vedere le cose sotto una luce diversa.
Anch'io ho più o meno fatto lo stesso iter e credo sia una cosa di cui essere orgogliosi, piuttosto di restare come quegli imbecilli over quaranta che sfidano la sorte al di fuori delle competizioni e giudicano mezze pippe coloro che si godono la moto con maggior giudizio. Le velocità-codice assoluta è quasi impossibile da rispettare persino in prima marcia, ma basta un pochino di buonsenso e la strada libera dal traffico.

enrico ha detto...

che dire presidente.....complimenti,parole uscite dalla testa ok,ma anche dal cuore...fatico a trovare un punto dove intervenire diversamente,forse perchè non c è ;)

personalmente sono anni che guardo con altri occhi il motociclismo stradale,non certo come quando 12 anni fa ho inforcato il primo 600....poi qualche volta la maronata è li,la fai,capita,non c è nulla che si può fare x prevedere ciò che capita in strada ma lo spirito quella luce negli occhi ti cambia....diventi un motociclista + completo,+ esigente anche ma anche + attento e sveglio e capisci che quello che eri prima non era vero motociclismo!

la qualità è piu importante della quantità ;)
quando trovi gli amici giusti animati con lo stesso spirito sulla stessa frequenza d'onda è molto + bello fare i bravi che mettersi x strada a vedere chi l'ha + lungo a tirare !!

....non lo ammetto a voce,ma molti pensieri tuoi sono anche i miei ;)

detto questo......la prox volta stringile di + quelle curve :D :D

Chirone ha detto...

Le cose stanno proprio così! oppure guardando le cose da un altra prospettiva, questa è la consapevolezza che con 80 cavalli "su strada" si può bastonare benissimo una supersportiva da 200 cv e chi acquisisce questa saggezza non può fare a meno di tentare!! in bocca al lupo!