mercoledì 23 febbraio 2011

Honda NSR 500 1984: il secondo peccato di presunzione..





La Honda nel 1983 raggiunse l'iride nella Classe Regina, colmando così l'unico posto vuoto rimasto nella sua importante bacheca di allori ottenuti nel Motomondiale. La Casa di Tokyo ha inseguito questo titolo sin dal 1966, mettendo in campo la formidabile coppia formata da Mike Hailwood e dalla RC181. Sebbene il titolo Costruttori venne raggiunto, per quanto riguarda quello piloti, l'asso britannico dovette inchinarsi ad Agostini e alla sua MV Agusta. A seguito di questa delusione (e soprattutto per dedicarsi alla F1) il colosso nipponico si ritirò. Dopo un decennio passato lontano dai GP la Honda fece il suo ritorno schierando la avveniristica ma mai competitiva NR 500 a quattro empi dotata di pistoni ovali. Nonostante il fiume di capitali versati in questo progetto, la moto non si dimostrò mai all'altezza nel confronto con le pari cilindrata dotate di propulsore a due tempi che da anni dominavano incontrastate la Classe 500. Nel 1982 la Honda decise quindi di intraprendere una strada più convenzionale, mettendo in pista anche essa una moto con propulsore a due tempi. La NS 500 vide così la luce. Il progetto di questa moto si dimostrò ben riuscito sin dall'inizio: la motocicletta dopo una stagione di affinamento, nel 1983 consentì a Freddie Spencer di cogliere il tanto agognato alloro nella massima cilindrata del Motomondiale. La NS 500, dotata di un propulsore a tre cilindri (quando la concorrenza si avvaleva di motori a quattro cilindri..) seppure non fosse la moto più potente del lotto, si dimostrò dotata di un rapporto peso/potenza ottimale e di una ciclistica precisa che di fatto la resero una moto guidabile e quindi ben sfruttabile dal pilota. La bontà di questo progetto venne ulteriormente provata dal fatto che la versione "clienti" della NS 500 ossia la RS 500, acquistabile dalle scuderie private, fece si che i piloti che la portarono in gara ottennero risultati lusinghieri, in un Motomondiale che stava diventando "sempre più delle squadre ufficiali" e che lasciava sempre meno spezio ai privati. Per la stagione 1984 la HRC, forte del titolo appena conquistato, invece di proseguire nello sviluppo della moto con la quale aveva colto l'iride decise di cambiarla. La NS venne considerata giunta al limite del suo sviluppo e quindi nel Reparto Corse più grande del mondo, si decise di accantonare questa motocicletta. Per i tecnici infatti non si potevano spremere ulteriori cavalli dal propulsore 500 a tre cilindri senza andare a comprometterne seriamente l'affidabilità del basamento e dell'imbiellaggio. Si passò quindi al progetto della rivoluzionaria NSR 500 a quattro cilindri. Moto potentissima per l'epoca (si parla di oltre 140 CV!!), aveva una erogazione brutale, ma soprattutto venne dotata di alcune soluzioni tecniche che sulla carta furono valutate assolutamente vincenti! La più evidente in assoluto è senza dubbio la collocazione del serbatoio del carburante sotto al motore con il chiaro intento di abbassare il baricentro della motocicletta, migliorarne la distribuzione dei pesi ed aumentarne di conseguenza la guidabilità. Questa scelta tecnica prevede che la benzina arrivi al propulsore (un V4 di 90° con ammissione lamellare, alesaggio per corsa 54x54,5mm, cilindrata 499cc) con l'ausilio di una pompa meccanica e che gli scarichi passino sopra allo stesso (come sulla rivoluzionaria Elf-X dl 1978) incastonati nella parte superiore del telaio a diamante e separati dal torace del pilota solo dalla vetroresina e dallo stato di alluminio-amianto con cui è costruito ed è internamente ricoperto, il guscio del finto serbatoio. Non contenti, alla HRC decisero di equipaggiare la moto anche con freni e cerchi (questi ultimi nella allora inedita accoppiata 17" all'anteriore e 18" al posteriore) in fibra di carbonio. Quest'ultima scelta sarà proprio quella che diede una svolta negativa alla stagione 1984, recando problemi sin dalle prove del primo GP in calendario. La gara d'esordio stagionale, nel 1984 si disputò infatti sul tracciato di Kyalami, in Sudafrica. Freddie Spencer girò subito fortissimo con questa nuova moto, siglando la pole-position. L'asfalto della pista sudafricana era però molto rovinato e a causa delle sollecitazioni dovute alle varie irregolarità del manto stradale, il cerchio posteriore in carbonio della moto del Campione del Mondo cedette di schianto, causandone la caduta e l'infortunio alla spalla che lo tenne a riposo forzato. Da quel momento tra l'asso americano e la prima versione della NSR fu convivenza forzata! Freddie lamentava inoltre (a ragione!) che la moto per via del posizionamento degli scarichi "cuoceva" chi la portava. In alcune occasioni il pilota si rifiutò addirittura di utilizzarla in gara, preferendole, per la disperazione dei tecnici HRC, la vecchia NS 500. Nonostante le tre vittorie ed il secondo posto ottenuti da Freddie Spencer sulla NSR (alle quali vanno aggiunte le due conquistate in sella alla NS), a fine stagione il pilota americano ottenne solo la quarta posizione in classifica mentre il titolo iridato se lo aggiudicarono Eddie Lawson e la sua Yamaha YZR 500. A partire dall'anno successivo la NSR venne progettata seguendo soluzioni più convenzionali e grazie ad un progressivo lavoro di sviluppo, divenne quell'arma totale che le permise di dominare incontrastata i GP per tutta la seconda metà degli anni novanta.

Filmati:

4 commenti:

Chirone ha detto...

Ciao enrico sai se una livrea da corsa come questa fu mai utilizzata su una honda CB 1100 bol'or? magari con una predominante del tipico blu honda?
se si a quale pilota è maggiormente legata? sai io ho una honda x11 e vorrei realizzare una livrea tributo magari senza intaccare la vernice di fondo! e poi so belle ste tabelle gialle!

Enrico ha detto...

Ciao, come sempre, prima di tutto grazie per seguire Cesena Bikers. Veniamo a noi: le tabelle porta numero gialle sono bellissime e fanno impazzire anche me. Purtroppo esse però non vennero utilizzate dalle Case per le moto a quattro tempi in quanto esse erano dedicate (come da regolamento, fino al 1991) unicamente alle 500 da GP. Se vuoi realizzare una livrea HRC fedele a quella utilizzata dalla Casa sulle sue moto ufficiali e che abbia una grossa base di blu e le bellissime tabelle gialle, la più indicata è quella della Honda NS500 del 1983 ( sulla quale ho scritto un post: http://cesenabikers.blogspot.com/2011/02/coppia-dassi.html ). Se invece preferisci avere una livrea HRC fedele a quelle utilizzate sulle moto a quattro tempi ma rinunciando alle tabelle gialle, potresti utilizzare quella della RS750R (sulla quale ho scritto un post: http://cesenabikers.blogspot.com/2011/02/honda-rs750r-la-prima-regina-tra-le-750.html ), oppure quella della Honda RCB 1000 ( http://cesenabikers.blogspot.com/2008/11/honda-rcb-1000cc.html ) o ancora quelle della RC30( http://cesenabikers.blogspot.com/2010/12/750-la-regina-dimenticata.html anche se personalmente io, quest'ultima non la farei..). C'è anche la bellissima livrea della RS1000RW ( http://cesenabikers.blogspot.com/2011/01/v4-il-cuore-racing-della-honda.html in questo caso n.19 - Freddie Spencer -) che a mio avviso è la più indicata per il tuo caso.. Come vedi Honda nel tempo ha sfornato talmente tante moto schierate direttamente dalla HRC che le livree da imitare non mancano.. Dipende solo dai tuoi gusti e se vuoi dare priorità al fondo blu o alle tabelle gialle.. Se hai bisogno di altre indicazioni contattami pure. P.S. in ogni post che ti ho linkato, trovi le informazioni circa i piloti che hanno condotto quelle moto. Spero di esserti stato d'aiuto!
Enrico

Chirone ha detto...

Grazie enrico!
Nessuna di queste moto è riconducibile al mitico in line four da cui discende la mia 1100 tranna la RCB 1000 che però come livrea si discosta dal mio blu! non so ancora cosa farò forse mi limito ad un "Freddy tribute" elaborado una fascia che evochi la livrea HRC e forse me la cavo con un kit di adesivi!! ma hai visto le tabelle che ho realizzato? le ho messe nell'ultimo post fammi sapere che ne pensi! ciao ed ancora grazie!

Enrico Zani ha detto...

Hai fatto un buon lavoro con quelle tabelle. La CBX è una moto che da la possibilità di effettuare una marea di modifiche. Ha un telaio spettacolare ed un motore supersonico! Alla moto, a mio avviso, va fatto un lavoro di alleggerimento generale. Se saprai lavorare bene, otterrai una grande special!!